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Stupro in spiaggia a Marina di Carrara: il giovane accusato sceglie il rito abbreviato

I rilievi dei carabinieri nel luogo in cui la giovane sarebbe stata stuprata

I fatti sono accaduti la sera del 23 maggio, davanti a piazza Paradiso

CARRARA. Ha scelto il rito abbreviato Mikhail Gergis Azer, il giovane egiziano accusato di aver stuprato una giovane studentessa berlinese di 24 anni lo scorso maggio, sulla spiaggia di Marina. L’udienza si terrà a gennaio. Così potrà ottenere uno sconto di pena, oltreché una riduzione della durata del processo. In cambio, ha rinunciato a fornire le prove necessarie per la sua difesa.

I fatti sono accaduti la sera del 23 maggio, davanti a piazza Paradiso. Lui, 24 anni, secondo quanto ricostruito dalla procura, si sarebbe avvicinato lei, che era solo di passaggio a Carrara. Avrebbe tentato un approccio e al suo rifiuto l’avrebbe buttata a terra e avrebbe abusato di lei due volte.


La 23enne, una volta rimasta sola, ha iniziato a camminare a vuoto per le strade di Marina. Aveva perso il cellulare (ritrovato poi dai carabinieri in spiaggia) e non sapeva chi chiamare. Una guardia giurata l’ha notata e ha avvisato il 112.

È stata portata al pronto soccorso, dove i carabinieri l’hanno raggiunta e ascoltata. Le ricerche dell’uomo sono scattate subito e i militari della compagnia di Carrara diretta dal maggiore Cristiano Marella sono arrivati a lui in poche ore, lavorando senza sosta sui pochi dettagli forniti dalla studentessa.

La giovane aveva raccontato che l’uomo che aveva abusato di lei era sicuramente un suo coetaneo, che non era italiano e che probabilmente – dall’accento e dalla carnagione – era del nord Africa. Aveva anche raccontato che probabilmente lavorava in una pizzeria vicino al luogo dello stupro, perché lui le aveva detto così: che era appena arrivato a Carrara per lavoro e che la pizzeria era lì vicino. E, dopo aver portato in caserma, e ascoltato, decine di persone, la sera dopo i militari sono arrivati davanti alla pizzeria sul viale Galilei dove il 24enne, come se nulla fosse, stava lavorando.

In carcere, durante l’interrogatorio del giudice, il giovane ha confermato la ricostruzione dei fatti, eccetto l’intenzionalità dello stupro. Secondo lui la giovane era consenziente. Ha confermato anche di averle preso la testa con una mano e tappato la bocca con l’altra, prima di violentarla, ma solo, a detta sua, per tranquillizzarla. Anche se sul collo della studentessa aveva lasciato un graffio e anche se sul corpo della vittima i medici del pronto soccorso avevano trovato evidenti segni di violenza che non lascerebbero dubbi sulla violenza sessuale. Sempre durante l’interrogatorio il 24 enne ha detto di essere dispiaciuto per quanto fatto, ma non per la vittima della sua violenza, bensì per la compagna che aveva tradito.

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