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Massa Carrara, maxi inchiesta sull'assenteismo: rinviati a giudizio i 44 imputati. Chi sono e le accuse

Altri 4 hanno scelto riti alternativi. Prosciolta una dipendente della Provincia: le sue uscite eranoi per lavoro

MASSA. Secondo la procura, sarebbero usciti più volte dal lavoro, cioè dalla Provincia o dal Genio civile, per motivi personali – per fare la spesa, una colazione, accompagnare il figlio a scuola – senza però timbrare il cartellino. Per questo aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati (48) eccetto una. Ieri il giudice dell’udienza preliminare, Dario Berrino, ha rinviato a giudizio 44 di loro. Altri quattro hanno chiesto riti alternativi (c’è chi patteggerà e chi ha scelto l’abbreviato) . Una, Marina Tongiani, dipendente della Provincia assistita dall’avvocato Enzo Frediani, è stata prosciolta. Nel corso dell’udienza preliminare è riuscita a dimostrare che, nel suo caso, le uscite erano legate a necessità di lavoro.

Tra i rinviati a giudizio c’è anche Gianni Dell’Ertole, geometra al settore sismica del Genio civile, prima licenziato, come tutti gli altri, poi reintegrato dal giudice del lavoro secondo cui il dipendente «usciva senz’altro a svolgere le sue mansioni esterne». Le uniche uscite non legate al lavoro, secondo il giudice del lavoro, erano le pause caffè, una «prassi tollerata dalla Regione», dice il giudice Augusto Lama. Dalla sentenza, emerge anche che, non solo il lavoratore non avrebbe impiegato tutte quelle ore contestate per attività personali, ma avrebbe svolto ore di straordinario non retribuite perché, da regolamento, «le ore di lavoro straordinario svolte dai dipendenti regionali addetti al settore sismica non venivano retribuite». Tant’è che il suo legale, Enzo Frediani, ha prodotto la sentenza in aula e adesso spetterà al giudice del dibattimento analizzarla.


L’inchiesta è partita nel 2016. A portarla avanti sono i carabinieri di Massa coordinati dal pubblico ministero Roberta Moramarco, adesso trasferita in Puglia e sostituita dal nuovo pubblico ministero Marianna Di Paolo. Per un paio di anni i militari tengono d’occhio i dipendenti di Provincia e Genio civile, con tanto di telecamere puntate sulle macchinette per le timbrature dei due enti. Nel fascicolo degli indagati vengono iscritti circa 70 nomi e, nel 2018, per 29 di loro vengono chieste e disposte misure cautelari: 26 persone finiscono ai domiciliari, a tre viene imposto il divieto di dimora nel comune (misure poi sostituite dall’interdizione del lavoro) . L’indagine prosegue e alcuni nomi vengono depennati. Si arriva, lo scorso dicembre, alla richiesta di rinvio a giudizio per 50 persone. Vengono accusate, pur con profili diversi, di falsa attestazione delle entrate e di truffa a danno dell’ente pubblico a cui sarebbero state sottratte ore di lavoro.

La procura calcola anche un presunto danno erariale da un massimo di 4.225 a un minimo a 106 (corrispondente a sette ore di lavoro) . L’udienza preliminare però slitta di mese in mese: quando perché manca uno spazio adeguato a ospitare tutti gli imputati e i relativi avvocati nel rispetto della normativa anticontagio, quando mancano i difensori. Il 30 aprile vengono ascoltati i primi imputati. Prima della pausa estiva arriva la richiesta di rinvio a giudizio e ieri la decisione del giudice.

Ecco le persone coinvolte: Francesco Ambrosio, Rita Gina Belli, Amelia Biselli, Sirio Bonini, Andrea Cinquanta, Anna Confetti, Donatella Danesi, Enrico Micheloni, Diego Morabito, Marco Andrea Nari, Giovanni Padroni, Alessandro Puccetti, Nicola Rossetti, Nicoletta Rossi, Massimo Salvatori, Aldo Sartini, Giovanni Tassi, Renato Viscuso, Loreno Vivoli, Andrea Battistini, Cristina Baudone, Antonio Bellini, Sergio Bernacca, Laura Elda Bertoncini, Lucia Bonfigli, Luca Bozzoli, Lorenza Canali, Maria Antoniella Candeloro, Maurizio Bernardo Cappè, Luigi D’Argliano, Gianni Dell’Ertole, Grazia Di Leva, Riccardo Francesconi, Pier Luigi Frustaci, Andrea Giusti, Laura Innocenti, Emwan Kulperk, Santo Macaluso, Luca Masula, Maria Luisa Mazzi, Laura Pantera, Batista Pimenta Taciana De Lurdes, Giuseppe Rossi, Simonetta Sergiampietri, Eugenia Stocchi, Emilio Venturini, Giorgio Ceragioli, Maria Teresa Zattera.

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