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Ecco 21 milioni per gli ospedali di Fivizzano e Pontremoli. Don Gnocchi, riapertura vicina

ospedale di Fivizzano

In arrivo una maxi riorganizzazione: Fivizzano punterà sulla riabilitazione. Pontremoli sulla chirurgia. Bando per la Fondazione, già 12 medici hanno detto sì 

FIVIZZANO. Investimenti per 21 milioni di euro per i presidi ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli. E tempi stretti per la riapertura del centro Don Gnocchi a Fivizzano. Arrivano finalmente buone notizie per la sanità lunigianese dopo una lunga fase di tagli e preoccupazioni legate alla “tenuta” delle strutture territoriali. I 21 milioni in arrivo serviranno sia per i lavori antisismici sia per la riorganizzazione interna degli spazi destinati al personale. Un intervento che dovrebbe essere una garanzia sufficiente a far comprendere che i due ospedali della Lunigiana non sono in dismissione. Anzi, come ha spiegato dai microfoni di Radio A, durante il talk “Riparti in Lunigiana” dedicato alla sanità, il direttore dei presidi ospedalieri della provinciadi Massa Carrara Giuliano Biselli, sono parte integrante di un piano di riorganizzazione a rete.

Secondo le strategie dell’Asl illustrate da Biselli. ogni presidio avrà una sua individualità e caratterizzazione. Fivizzano ha una impronta di tipo riabilitativo, ma sarà implementata anche la chirurgia che consenta la permanenza dei pazienti di notte, in week surgery dal lunedì al venerdì, oltre alla chirurgia in day hospital. Pontremoli invece è vocato all’attività chirurgica medio alta. Ma sarebbe un errore, ha detto Giacomo Bugliani, presidente della commissione affari istituzionali e bilancio in Regione, «pensare a questi ospedali come a monadi distinte». E ancora Biselli: «La tutela della salute arriva da una emergenza ben strutturata nei pronto soccorso territoriali e nel saper investire nelle eccellenze. Perché quando ci sono interventi importanti, le persone vogliono andare dove ci sono le migliori competenze».


E la luce in fondo al tunnel sembra intravedersi anche per la questione Don Gnocchi, sollevata dal sindacalista Cisl Enzo Mastorci intervenuto durante la diretta sulla tv locale. La struttura riabilitativa e l’ospedale di Fivizzano, ha spiegato ancora Biselli, devono lavorare in sinergia e si prevedono anche posti letto per una riabilitazione impegnativa di primo livello. Quanto all’arruolamento dei medici per garantire i turni notturni e quindi la riapertura promessa della struttura chiusa ormai da 100 giorni, la call lanciata dalla Usl ha già ricevuto le adesioni di una dozzina di professionisti. A pagarli sarà la Don Gnocchi, 40 euro l’ora per turni di 12 ore, pertanto Biselli è ottimista su una riapertura in tempi molto brevi. Bugliani ha poi chiarito che il disavanzo della sanità regionale è preopccupante. «Spero che anche quest’anno ci sia una risposta da parte del Governo non solo per la Toscana, il rischio è quello di un commissariamento della Sanità», ha precisato.

Più tranquillo il fronte Covid. I ricoveri in terapia intensiva sono ai minimi storici (1-2), quelli ordinari anche (5-6). Solo venerdì scorso si è registrato un picco (+9) per il ricovero di due nuovi casi e un terzo sbarcato da una nave russa. «Da un mese – ha concluso Biselli – i contagi si sono stabilizzati». Grazie anche al fatto che l’80% della popolazione nella regione si è vaccinata e sono già partite le somministrazioni delle terze dosi».

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