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Il sindaco De Pasquale: «Qui ci sono alcuni industriali del marmo ancorati a privilegi da Medioevo»

Il sindaco Francesco De Pasquale

Carrara, il primo cittadino: «Ci aspettavamo tanti progetti per la città, sono invece arrivati nuovi ricorsi. Per fortuna non da tutti»

CARRARA. Il marmo. La politica grillina sul lapideo. Il lavoro fatto e quello che resta ancora da fare. Per il sindaco Francesco De Pasquale non è ancora tempo di bilanci. Ma di togliersi qualche sassolino dalle scarpe sì. Soprattutto alla luce dei nuovi ricorsi che, è bene precisarlo, riguardano per il momento solo un numero limitato di imprenditori delle cave, il giudizio del primo cittadino di Carrara è netto: «in questo modo hanno dimostrato che l’interesse di alcuni industriali del marmo nei confronti della città è pari a zero».

Ma cominciamo dal principio e cioè da quella nuova ondata di carte bollate che (come anticipato proprio dal Tirreno) si oppone all’articolo 21 della normativa regionale sul lapideo. In sostanza quello che lega la durata delle concessioni di cava a progetti di interesse pubblico, oltre che alla filiera in loco.

Sui progetti e gli investimenti sul territorio coniugati direttamente con la premialità al monte si sono opposti, facendo ricorso agli avvocati, alcune aziende, meno di una decina. E, secondo quanto trapela dal fronte imprese, non viene contestato l’input ad investire in città ma le modalità che sono state introdotte nella nuova normativa. Fatto sta che sulla nuova (e limitata per ora) pioggia di ricorsi si era già espresso una settimana fa l’assessore con delega al marmo, e vicesindaco, Matteo Martinelli. E lo aveva fatto in modo molto diretto, annunciando che questa nuova azione legale “avrebbe avuto delle conseguenze”.

Adesso sulla vicenda interviene anche il sindaco Francesco De Pasquale.

«Come ha fatto notare Legambiente – comincia col dire il sindaco – all’epoca dei romani le concessioni per l’escavazione seguivano un regime molto semplice. Adesso non è più così. Con la nuova normativa siamo rimasti nel perimetro regionale, e, lo sottolineano, non siamo stati noi a attribuire alla Regione la facoltà di legiferare sul lapideo. Ma ad alcuni imprenditori non va bene neppure così. Ci aspettavamo che arrivassero sul nostro tavolo tutta una serie di progetti dedicati alla città. In realtà sono arrivati nuovi ricorsi».

«Ci sono stati presentati anche dei progetti, alcuni irrealizzabili – continua De Pasquale – ma la cosa che colpisce è che ci siano state anche nuove carte bollate. Lo ripeto: questo significa che per alcuni industriali del marmo l’interesse per Carrara è pari a zero».

E la riflessione del sindaco si allarga sui rapporti, in generale, con tutta la categoria degli imprenditori del marmo cercando però di non fare pericolose generalizzazioni.

«Io credo che come amministrazione noi ci abbiamo messo tutta la buona volontà – aggiunge De Pasquale – purtroppo c’è ancora chi, nel settore del lapideo, è ancora rimasto ancorato a presunti privilegi di stampo feudale. Privilegi che, forse dovrebbero ricordarlo, sono stati sconfessati dalla storia. Con questi imprenditori il dialogo è stato sempre particolarmente difficile. Non è stato così con tutti, e questo credo sia doveroso aggiungerlo». RIPRODUZIONE RISERVATA