Tamponi prenotati anche per un mese. Le scorte potrebbero non bastare per tutti

Clienti in attesa fuori da una farmacia

Massa Carrara. Super lavoro nelle farmacie del territorio per far fronte alle richieste di chi la carta verde la otterrà a suon di analisi

MASSA. I telefoni non smettono di squillare, tanto che la linea è spesso occupata. Le prenotazioni vanno avanti fino a dicembre, e bisogna far rientrare tutti entro le 48 ore dalla scadenza. C’è chi ha prenotato anche per tutto un mese, onde evitare problemi. Va organizzata l’agenda, togliere personale dal banco, perché oltre alla penuria di specialisti a prezzi simili non è conveniente assumere una persona in più. E tutto questo, mentre l’attività principale prosegue.

Sono farmacie, non centri tamponi. A Massa la situazione non è diversa dal resto dell’Italia: farmacisti in affanno per andare incontro alle esigenze di tutte quelle persone che per lavorare avranno bisogno del Green pass. E che non si sono vaccinate.


La corsa al tampone ogni due giorni è iniziata, in vista dell’introduzione dell’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro, ma appare evidente che qui, come nel resto del Paese, le richieste sono troppe. La fondazione Gimbe ha calcolato che in Italia serviranno 8 milioni di tamponi a settimana, ma adesso se ne fanno 1,2 milioni; Federfarma cala la richiesta a 7,5 milioni, e aumenta la copertura a 2,1. Ma è il gap è comunque evidente, e non pochi sono quelli che rischiano di non avere il Green pass in tempèo utile per presentarsi a lavoro in regola. E c’è chi – certificano le aziende – anche per questo ieri risultava in ferie.

La domanda, conferma il dottor Giuseppe Giannotti della farmacia dei Marmi, «supera la disponibilità. Noi più di 50 tamponi al giorno non riusciamo a fare, coprendo 12 ore, tutti i giorni. Parallelamente prosegue l’attività di farmacia, ma le telefonate sono davvero tante, dalle 200 alle 300 al giorno».

Stessa cosa alla farmacia dentro il centro commerciale MareMonti: «Non riusciamo a coprire tutte le richieste. Più di 4 o 5 ore al giorno non riusciamo a dedicarle, perché il personale serve al banco. Entrerà una persona in più, ma è difficile da reperire» spiega la dottoressa Manola Seppia. Non diverso alla farmacia Gibellini Negri, dove il centralino squilla di continuo. «Facciamo tamponi ad ogni ora, tanto che abbiamo prenotazioni fino al 4 di dicembre. Per dire, oggi (ieri per chi legge) il primo posto disponibile va a martedì 19, e quello dopo è oltre le 48 ore successive». E anche alla Gibellini, i farmacisti si fanno in quattro per andare incontro a questo servizio e proseguire con l'attività. «I “tamponatori” in giro sono pochi, perciò dobbiamo sempre togliere una persona dal banco». Sovraccarico anche alla Nobile, con 50 o 60 tamponi giornalieri, il primo disponibile dalla prossima settimana e con prenotazioni fino a dicembre. C’è poi la questione orari. In tanti chiedono prima o dopo il lavoro. E questo accorcia ulteriormente la disponibilità.

«In tanti – prosegue la dottoressa Seppia – chiedono la mattina o la sera, altri invece hanno in scadenza il tampone precedente, c’è poi chi si è portato avanti prenotando per tutto il mese. In tutto questo, il telefono squilla incessantemente, ed è molto stressante. Solo per il centralino servirebbe una persona in più». Idem per chi effettua i tamponi, personale specializzato, difficile da reclutare. E quindi, in sua assenza, le farmacie devono scoprire il banco.

C’è addirittura chi ha deciso di fare tamponi fuori dall'orario di lavoro, come la dottoressa Angelini della farmacia di via Dante. «Li faccio a farmacia chiusa, per non lasciare scoperta l'attività. La mattina presto o nella pausa pranzo. Ne faccio comunque pochi, circa una decina, perché il tempo è quello. Ma ho prenotazioni per tutto novembre». E pure in questo caso, telefono caldo. Insomma, a veder bene saranno tempi duri, per tutti quelli di là e di qua dal tampone. Per i farmacisti, costretti a farsi in quattro con tutti i disagi del caso; e per chi nei mesi a venire si vedrà la vita scandita di 48 ore in 48 ore, alla ricerca incessante di una farmacia che gli possa fare un tampone. Senza la certezza di trovarla.

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