Contenuto riservato agli abbonati

Pesava 160 chili, ora 80: la trasformazione a 36 anni del politico Musetti

A sinistra Gianni Musetti prima dell’operazione che gli ha fatto perdere da gennaio a oggi oltre ottanta chili

In nove mesi ha perso 80 chili. Ha subito due operazioni e ha avuto una ripresa che, anche per i medici che lo hanno avuto in cura, ha dell’incredibile. E ora si prepara per essere in prima linea nella campagna elettorale del candidato a sindaco, e amico, del centro destra Caffaz

In nove mesi ha perso 80 chili. Ha subito due operazioni e ha avuto una ripresa che, anche per i medici che lo hanno avuto in cura, ha dell’incredibile.

Oggi Gianni Musetti è la metà di quello che era fino a solo un anno fa: da 160 chili è arrivato a pesarne 80 scarsi. E ha fatto tutto in tempo, come lui stesso dice, per essere in prima linea nella campagna elettorale del candidato, e amico, del centro destra Simone Caffaz. Con una certezza: «Simone questa volta andrà in buca, sarà lui il sindaco».


La chiacchierata con Gianni Musetti, 36 anni una licenza media superiore e una tradizione radicata nel centro destra, comincia dalla sua trasformazione.

Gianni Musetti lei è irriconoscibile.

«Ci credo, ho perso ottanta chili e adesso sto da Dio. La mia storia, quella della trasformazione che mi ha portato a quello che sono oggi, comincia da lontano. Quindici anni fa ho avuto un tumore al testicolo e ai linfonodi: sono stato operato quattro volte e le pareti dell’addome sono state completamente sventrate. Una cura cortisonica mi aveva fatto ingrassare moltissimo, fino ad arrivare a pesare 160 chili. A gennaio ho deciso di sottopormi all’operazione di riduzione dello stomaco: mi è stato scoperto un nuovo carcinoma sotto al polmone e quindi ho dovuto subire anche un ulteriore intervento chirurgico. Sono finito ben due volte in terapia intensiva: è stato un periodo molto difficile ma la mia capacità di ripresa è stata davvero straordinaria. Del resto io avevo un obiettivo, essere in forma per la campagna elettorale del nostro candidato, Simone Caffaz, e ho onorato l’impegno. Adesso sono qui e sto davvero benissimo, pronto a questa nuova sfida con un ruolo importante a livello organizzativo. Ci siamo mossi da tempo e ci aspetta una grandissimo lavoro».

Lei è stato uno dei primi sostenitori della candidatura di Simone Caffaz.

«Certo, e lo ripeto: questa volta Simone andrà in buca. I tempi sono maturi per una vera e propria svolta per Carrara. Il fatto di avere già pronta una squadra e aver cominciato il percorso partecipativo con la città ci mette in una posizione di vantaggio».

Per quale motivo sostiene che queste saranno le elezioni della svolta a Carrara?

«Semplice, basta guardare la scena politica cittadina. Il Pd non esiste più, o meglio esiste quello delle questioni semplici, quello rappresentato da Luca Barattini e Roberta Crudeli. I Cinque stelle sono ormai stelle cadenti e hanno trasformato il Comune, quello che doveva essere il “palazzo di vetro” e della trasparenza in una camera oscura. La città ha bisogno di altro, e questa esigenza sta venendo fuori sempre con maggiore forza. Simone, la nostra squadra è pronta a raccoglierla. Lo stiamo dimostrando, anche con il lavoro fatto nei mesi scorsi e quello già programmato».

Nel suo passato c’è la militanza nella destra, poi la lista Trump.

«Io sono convintamente di destra, ma non sono fascista. Nella mia coerenza aggiungerei che sono convintamente di centro destra e trovo in Berlusconi, Massimo Mallegni e Debora Bergamini le figure più serie e coerenti del panorama politico italiano. Sono in Forza Italia proprio per la loro capacità di tradurre una sintesi socialista e democratica nella coalizione di centro destra. Aggiungo: mi si accusa di essere fascista, sono in una coalizione di centro destra e sostengo un candidato ebreo. Ma di cosa stiamo parlando?».

E cosa dice della sua esperienza con la lista Trump di cui è stato creatore?

«Posso solo dire che rifarei quella esperienza un migliaio di volte. Sono convinto, infatti, e oggi più di cinque anni fa, che Donald Trump sia stato un faro per i conservatori di tutto il mondo. Lo ribadisco, la lista Trump per me è motivo di orgoglio: quella lista ha rappresentato un attestato di stima non solo all’allora presidente, ma al mondo conservatore, quello che a mio parere ha degnamente rappresentato».

Da Trump a Simone Caffaz.

«Con Forza Italia, e con Simone, l’alleanza c’era già stata proprio ai tempi della lista Trump. Adesso credo che il momento politico sia cambiato e che Simone, insieme alla squadra, sia stato in grado di cogliere il cambiamento e interpretarlo al meglio, per un rinnovamento della città».

Da dove deve cominciare il rinnovamento della città?

«Su questo proprio non ho dubbi: il futuro sindaco deve per prima cosa sostituire, cambiare, tutti i dirigenti comunali. La macchina di Palazzo civico ha bisogno di un cambiamento sostanziale che deve passare, necessariamente, da una squadra di tecnici e di dirigenti completamente rinnovata».

Tornando alla politica locale, qual è l’avversarioper lei più degno di stima?

Senza dubbio Massimiliano Bernardi. Abbiamo sempre avuto rapporti franchi: quando lui era nelle fila di Rifondazione e io nella Destra ci siamo confrontati parecchie volte, ma a viso aperto anche quando le posizioni erano diametralmente opposte. Oggi Massimiliano ha fatto il suo percorso e la stima che ho nei suoi confronti rimane la stessa: si basa sulla lealtà e franchezza nei rapporti».

Chi vedrebbe bene come candidato sindaco del centro sinistra?

«Non ho dubbi: Angelo Zubbani e sono convinto che sarebbe un candidato in grado di dare del filo da torcere, un candidato di cui avere paura per il bagaglio di esperienza e non solo. Zubbani, al di là delle idee che sono diverse, è un uomo che sa fare politica e capisce il valore della politica. Ecco un candidato sindaco come lui mi sento di dire che sarebbe un osso duro. Tutto questo fermo restando che, lo dico ancora una volta, queste devono essere le elezioni della svolta, quelli di Simone Caffaz».

Chi, invece, sempre nella coalizione di centro sinistra non vede proprio adatto a ricoprire il ruolo di sindaco?

Anche in questo caso non ho il minimo dubbio: non vedo come candidata sindaco, ma non ci sono motivi personali e ci tengo a precisarlo, un personaggio come Roberta Crudeli. Non la vedo proprio adatta per quel ruolo ma credo che anche il Pd non abbia intenzione di farla correre».

Qual è infine il suo ruolo politico futuro? Avrà un posto nella eventuale giunta Caffaz?

«Sul mio ruolo in una possibile amministrazione Caffaz penso senza dubbio che sia di primo piano. Lo dico con franchezza visto che insieme a Riccardo Bruschi siamo i più giovani esponenti del centro destra ma siamo anche i più anziani di rappresentanza, ossia siamo i militanti di partiti di centro destra storici in questa coalizione. Insomma un mix di esperienza e di voglia di fare che sono sicuro possa essere premiato in una futura giunta guidata da Simone Caffaz. Adesso il nostro obiettivo è quello di lavorare e di mettere tutto l’impegno possibile per condurre una campagna elettorale che, sono sicuro, sarà molto impegnativa. Noi abbiamo già cominciato a lavorare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA