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Il Green pass non ferma il porto Carrara

Vaccinato l'80 per cento dei lavoratori. Sommariva: situazione tranquilla

CARRARA. Un caso Trieste o Genova, con il rischio del fermo porto, a Marina di Carrara non c’è. Né – allo stato dei fatti – pare possa delinearsi nei prossimi giorni. È certamente una questione di numeri: i portuali in quel di Carrara sono molti meno che nello scalo friulano e in quello ligure. Non solo: la percentuale di vaccinati, con tanto di green pass già disponibile, al porto di Marina supera – parola di Mario Sommariva, presidente dell’Autorità portuale – l’80 per cento.

In vista dell’obbligo di green pass al lavoro da domani – obbligo contestato dai portuali triestini con la minaccia dello sciopero – l’Authority martedì e ieri ha attivato un monitoraggio e dalla foto scattata è emersa – spiega il presidente – «una situazione tranquilla. Non si sono evidenziate criticità relative all’obbligo del green pass al lavoro – rafforza Sommariva – Del resto – motiva – i numeri del porto di Carrara non sono paragonabili a quelli degli scali di Trieste o Genova. Se a Trieste infatti – dettaglia – lavorano tra le quattro e le cinquemila persone e 2.500 a Genova, a Marina di Carrara sfioriamo i cento».


Un centinaio di lavoratori di cui – stando ai dati a disposizione della Autorità – una percentuale molto alta con il green pass: «Il numero di lavoratori vaccinati al porto di Marina di Carrara è pari all’80-90 per cento del totale». Un quadro tranquillo, ma l’Authority assicura che se ci fossero difficoltà non si farà trovare impreparata: «Se domani (quando entra in vigore l’obbligo di green pass al lavoro) dovessero presentarsi problemi, convocheremo immediatamente il tavolo con le imprese e le organizzazioni sindacali, ci attiveremo anche per l’esecuzione dei tamponi a nostre spese (come indicato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ndr)».

Se l’Autorità portuale non teme un fermo legato all’obbligo del green pass, non esclude un rallentamento per le difficiltà del settore trasporti: «Molti autotrasportatori – spiega il presidente Sommariva – sono cittadini di paesi in cui la vaccinazione è stata fatta con lo Sputnik, dunque a loro non può essere rilasciato il green pass. Questo potrebbe determinare una minor disponibilità di camion e un rallentamento conseguente nei trasporti».

Nessuna – o poca – preoccupazione sul fronte green passa anche per gli operatori del porto. Il gruppo Grendi da tempo ha attivato – spiega – tutti i protocolli e non ritiene che l’obbligo della certificazione e del controllo all’accesso al lavoro possa determinare problemi operativi o rallentamenti nell’attività. Stesso quadro anche per Nca che esclude in questa fase di consentire ai dipendenti non vaccinati la possibilità di sottoporsi ogni 48 ore al tampone a spese dell’azienda. Non ci sono, quindi, criticità – allo stato dei fatti – che facciano presumere un rischio fermo per il porto di Marina di Carrara. In ogni caso ha voluto accertarsi personalmente che quel rischio non fosse all’orizzonte il sindaco Francesco De Pasquale che ieri, in mattinata, ha avuto un incontro proprio con l’Autorità per capire se i numeri dei non vaccinati o eventuali contestazioni dei lavoratori portuali all’obbligo green pass potessero determinare uno stop o un rallentamento importante nell’attività dello scalo di Carrara. Eventualità che è stata esclusa.

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