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Camion e auto lanciati a 80 Km all’ora. Turano chiede al sindaco un autovelox

Raccolte quasi 400 firme. Il comitato: ma la priorità è la Variante. «Se si blocca, siamo pronti a manifestazioni di protesta»

MASSA. Sia chiaro – e loro lo ribadiscono in tutte le lingue del mondo – la priorità per Turano è la variante. Ma nell’attesa che il progetto si traduca in lavori, il comitato di cittadini, costituito proprio per la realizzazione della strada, propone soluzioni immediate che alleggeriscano la frazione dal carico veicolare e dal traffico pesante. E quella soluzione – ne sono convinti – si chiama autovelox. Un rilevatore di velocità lungo via Aurelia sud, nel tratto tra via del Papino e il campetto da calcio, che funzioni da deterrente e motivi automobilisti e camionisti a non premere il piede sull’acceleratore. Del resto altre soluzioni, in passato, sono state pure messe in piedi, ma i risultati – assicura il comitato – non ci sono stati: «Qualche anno fa – ricostruisce Luigi Benedetti, residente e membro del comitato – abbiamo chiesto l’installazione di un semaforo. L’allora amministrazione Volpi preferì, invece, un’altra opzione: ridurre il limite di velocità dai 50 ai 30 chilometri orari. Per un breve periodo, i controlli della municipale e della stradale hanno garantito il rispetto di quel limite. Poi più nulla». E il contachilometri di auto e camion che percorrono l’Aurelia raggiunge – assicura chi vive da quelle parti – anche gli 80 chilometri, in barba non solo ai limiti di velocità, ma pure ai pericoli perché in quel tratto di strada, in cui si immettono una decina di vie comunali, insistono pure 40 accessi privati.

Ecco quindi l’idea di contenere la velocità con un deterrente: l’autovelox, nella speranza che il timore di una multa induca a premere il freno. Del resto se, fino ad un paio di anni fa – ricostruisce Benedetti – non era possibile installare rilevatori di velocità nei centri abitati, adesso la normativa è cambiata e a Turano un autovelox ci può stare eccome. Ecco quindi la raccolta di firme – quasi 400 – protocollata martedì e la richiesta al sindaco Francesco Persiani, all’assessore con delega alla viabilità Marco Guidi e al prefetto Claudio Ventrice di un autovelox.


Lauro Giusti, che a Turano vive da decenni, è il presidente del Comitato “Sì Variante” e uno dei promotori della raccolta firme. Se c’è una cosa di cui è sicuro è la necessità della variante, ma è pure certo che in attesa della realizzazione del tratto di strada, il problema traffico debba essere risolto: «La variante – per Giusti la premessa è indispensabile – è la nostra priorità. Se comprendiamo le legittime aspirazioni e la difesa dei diritti dei privati che contestano la strada, ribadiamo che quell’arteria consentirà di alleviare la sofferenza di Turano, sofferenza che la frazione tollera da anni ed anni. Sulla variante la nostra posizione è ferma. Mi pare che l’amministrazione sostenga la sua realizzazione, se non si andasse avanti nel percorso, non escludo che i turanesi possano pensare a forme di protesta. Del resto – ricorda Giusti – negli anni ’80 e ’90, i cittadini hanno organizzato blocchi del traffico di ore».

Variante è la parola d’ordine a Turano, ma nell’attesa della sua realizzazione, la proposta è un autovelox: «A sostegno della sua installazione – prosegue Giusti – abbiamo raccolto quasi 400 firme. Nel tratto di strada compreso tra il campetto e via del Papino si immettono 10 vie comunali, ci sono attività di ogni tipo, negozi, farmacie, scuole, c’è la chiesa, ci sono tre parcheggi e tre attraversamenti pedonali. A Turano c’è da aver paura a percorrere la strada – è la sintesi di Giusti – ancor più ad attraversarla».

La speranza, quindi, è che venga installato a breve l’autovelox limitando la velocità ed impedendo le pericolose frenate dell’ultimo secondo all’altezza degli attraversamenti pedonali.

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