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Un caffè al bar e poi l’aggressione. La moglie del ferito: «Sta malissimo»

l’ambulanza arrivata per soccorrere il ferito

Carrara: il cinquantenne, dopo aver sferrato la coltellata, si è allontanato salutando una conoscente come se nulla fosse accaduto

CARRARA. Una telefonata breve, poche parole: «Non è il momento, mio marito sta malissimo. Per fortuna non gli ha preso un rene».

Lo ha quasi sussurrato, ancora palesemente sotto choc, la moglie dell’uomo accoltellato al costato lunedì pomeriggio davanti a palazzo civico. Tenuto in osservazione dai medici dell Noa fortunatamente non è in pericolo di vita ma la lesione è comunque grave. L’uomo, un cinquantenne di origini milanesi, rimane in ospedale. Il suo aggressore, un malato psichiatrico in carico al centro di igiene mentale della Asl, lo ha accoltellato alle spalle intorno alle 15 di lunedì mentre l’uomo era seduto sul muretto di mattoni rossi in attesa che aprisse un ufficio della palazzina che si affaccia su via VII Luglio. Forse il patronato visto che era seduto proprio davanti a quell’ufficio.


L’aggressore, un carrarese di 52 anni, è stato arrestato poco dopo dalla polizia in piazza Matteotti, all’altezza del negozio di kebab di fronte alla piazza. Si tratta di un uomo molto conosciuto in città, ritenuto da tutti una brava persona, pacata, sorridente ma di poche parole. Tra chi lo conosce erano però noti anche comportamenti un po’ particolari. Aveva un modo insolito di approcciarsi agli altri, ad esempio si alzava dal tavolo del bar quando era seduto e arrivava il personale con il suo caffè, per poi risedersi subito dopo. Tutta una serie di stranezze che nessuno avrebbe comunque potuto immaginare degenerassero in un gesto violento.

Era piuttosto frequente, comunque, incontralo in centro, seduto al tavolo di un bar. Proprio come quello da cui si è alzato in centro storico alle 14,45, e armato di coltello si è diretto verso piazza 2 Giugno, dove ha ferito l’uomo seduto sul muretto di mattoncini rossi, lasciando il coltello sul posto.

I due non si conoscevano, non avevano avuto un diverbio, l’uomo ferito non l’ha neppure visto in volto, fino a quando non è stato accoltellato e si è girato.

L’aggressore ha proseguito per la sua strada, ha salutato persino una conoscente che usciva dal supermercato Esselunga, ignara di quanto accaduto a pochi metri di distanza. L’uomo una volta in commissariato (dove è stato interrogato fino a sera) ha raccontato agli agenti di polizia di vedere mostri e di essere nel mirino dei servizi segreti. Chi lo conosce racconta che da tempo seguiva una cura farmacologica, e forse quel giorno potrebbe non averla seguita, vista la sua mite indole. E potrebbe aver colpito il milanese convinto si trattasse di una di quelle tante spie che era convinto lo perseguitassero, come ha raccontato alla polizia, o magari un mostro, proprio uno di quelli che racconta di vedere. Il carrarese, arrestato, è stato trasferito nel carcere penitenziario di Massa, e non ha saputo ancora dare una spiegazione logica al suo gesto. Adesso rischia una pena severa come per esempio il tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi. Martedì mattina in tutta la città non si parlava d'altro, e si respirava incredulità, proprio perché l'uomo era conosciuto.

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