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Scuola, prof si fa sospendere e poi presenta ricorso

Massa Carrara, è una dei quattro rappresentanti nazionali dei Cobas che in questo modo vogliono contestare il Green pass

MASSA CARRARA. «Si alla vaccinazione volontaria. No al Green pass a scuola». È questo lo slogan dello sciopero generale indetto da Cobas e dalle altre organizzazioni sindacali ieri. In particolare quattro componenti dell’esecutivo nazionale dei Cobas - Comitati di base della scuola si faranno sospendere dall’insegnamento.

Tra loro Serena Tusini, portavoce dei Cobas Scuola di Massa Carrara e La Spezia e docente di lettere in un liceo della provincia. Tutto ciò per valutare se le misure individuate dal governo Draghi nei confronti della scuola, che prevedono la sospensione dello stipendio dopo 5 giorni di assenza a docenti e personale Ata privi di Green pass, violino i diritti al lavoro e alla retribuzione, previsti dagli art. 4 e 36 della Costituzione. «Questo è il terzo anno consecutivo in cui la scuola vive “al tempo della pandemia” e in questo periodo c’è stato tutto il tempo per intervenire e modificare la situazione in positivo» affermano i Cobas. Che precisano: la loro battaglia contro l’obbligo del Green Pass non ha nulla a che vedere con il tema della vaccinazione ma, in generale, con il sistema di gestione della pandemia: «Non ha motivo di esistere la distinzione tra chi è vaccinato e chi no dal momento che la sicurezza deve essere messa al primo posto. Critichiamo il governo e non capiamo l’accanimento che ha scelto di attuare; dato che la scuola ha circa il 90% di personale vaccinato: è inutile imporre il Green Pass e imporre un tampone molecolare ogni 48 ore a pagamento ci sembra una vessazione che non capiamo proprio».

Serena Tusini ha poi dichiarato: «Abbiamo trovato una situazione identica a quella dello scorso anno, invano avevamo sperato che la pandemia avrebbe permesso un cambio di rotta anche e soprattutto nella politica scolastica, con una diminuzione dell’alta percentuale di colleghi precari e classi meno affollate, ma niente di tutto ciò si è avverato, l’unica novità è l’obbligo del Green Pass che, in questa situazione, crediamo sia solo uno strumento efficace per coprire le carenze della politica dato che attraverso tutti i sistemi di distanziamento, annullati a causa della classi troppo numerose, e sistemi di sanificazione adeguati potremmo lavorare e studiare in sicurezza». Poi sui tamponi molecolari aggiunge:«Non è pensabile che ci sia richiesto di pagare per lavorare; quindi, chiediamo che questi test siano gratuiti; in più chiediamo che siano meno invasivi e più duraturi, perché non si possono usare questi strumenti con troppa frequenza».

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