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Massa, in 600 contro i lavori in piazza della Stazione

Commercianti e residenti “prigionieri.” L’edicolante: perso il 40% dell’incasso 

MASSA. Quasi 600 firme per dire “basta” a cantieri che mettono a rischio le attività del territorio e il lavoro di una vita. Questa volta a finire all’ufficio protocollo del Comune di Massa è una petizione con 595 firme di cittadini, commercianti e residenti della Stazione, soffocati, ormai da mesi, dai lavori per il ripristino della piazza.
«Nessuno è contro i lavori alla nuova piazza – inizia il portavoce della petizione Paolo Casani, titolare dell’edicola alla Stazione – ma ci siamo resi conto, fin dall’inizio, che non c’è stato un criterio, né attenzione per chi in quella piazza e nei dintorni ci deve continuare a lavorare. Per noi è un disastro. Con la viabilità bloccata, senza la possibilità di fermare l’auto vicino alla Stazione, io e il bar abbiamo perso da marzo il 40 per cento del fatturato ogni mese. Non è vero – continua – che noi abbiamo tra i nostri clienti solo i viaggiatori. Non è vero che i giornali o il caffè li acquistavano soltanto i possessori di biglietto ferroviario, prima di partire o quando arrivavano a Massa. Noi abbiamo sempre avuto una clientela massese, fatta da residenti e cittadini di passaggio, che oggi sono spariti». Il perché è presto detto: i cantieri, dal marzo scorso, hanno impacchettato la piazza e la stazione è off limits per le auto. Solo i taxi hanno ottenuto una piccola striscia davanti all’ingresso, invece gli automobilisti sono costretti a girare in via IV Novembre, costeggiare un lato della piazza e poi svoltare a sinistra, in via Giuseppe Minuto che arriva fino ai nuovi parcheggi. Non c’è sosta, né possibilità di fermarsi davanti alla stazione neanche pochi minuti.

«Non siamo preoccupati soltanto del presente – continua Casani – Il progetto del Comune prevede una nuova piazza Stazione chiusa al traffico, la viabilità rimarrà quindi sempre bloccata; non si potrà girare intorno alla piazza come si faceva prima, ma si continuerà a passare per via IV Novembre, dove metteranno parcheggi a tempo, con sosta breve, per poi svoltare in via Minuto. Edicola e bar saranno tagliati fuori dal percorso delle auto. I clienti massesi, residenti o di passaggio non li recupereremo più, un po’ perché, si sa, la gente cambia le sue abitudini quando viene costretto a farlo e poi perché sarà comunque impossibile raggiungerci».

Come detto, il “peso” dei clienti extra pendolari, vale circa il 40 per cento: «Prima dei lavori – continua Casani – il pomeriggio venivano in edicola tanti nonni, con i nipotini a comprare giornalini e figurine, ma ora non vedo più un bambino da marzo e sarò costretto a tenere chiuso il pomeriggio, nonostante mi sia sempre impegnato a fornire un servizio giornaliero e che non fosse solo per i fruitori dei treni, ma per una intera comunità».

A firmare la petizione sono stati anche altri commercianti di via Pellegrini (la strada al di là della piazza). In tutto questo, si registra anche la posizione dell’amministrazione comunale che ha voluto incontrare la delegazione una sola volta, a maggio scorso, e a cui ha risposto che “il progetto va bene così” e la gente dovrà abituarsi ad una città più moderna, dove non tutto sarà raggiungibile con le auto fin sotto la vetrina. Sul progetto della Stazione, in effetti, l’amministrazione ha puntato molto: circa 950mila euro il costo complessivo dell’operazione e dieci mesi la durata lavori, a partire da gennaio 2021, tante, però, anche le polemiche: prima di questa dei commercianti anche quella per la collocazione del monumento al partigiano Minuto (che è stata risolta) e quella degli ambientalisti, per il taglio “selvaggio” delle piante già avvenuto.

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