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Scandalo accoglienza: tornano davanti al giudice gli undici imputati

L'esterno del tribunale di Massa

Probabilmente il tribunale  non riuscirà a decidere nemmeno questa volta sui rinvii a giudizio per la mole di intercettazioni depositate

MASSA. Oggi pomeriggio alle 15 si svolgerà un’altra udienza preliminare sulla Serinper, davanti al gup Dario Berrino che però, anche questa volta, non avrà modo di decidere sugli undici rinvii a giudizio chiesti dalla Procura, sui quali invece c’è molta attesa e attenzione.

Sul tavolo del gup, infatti, tornano le intercettazioni telefoniche e l’istanza presentata dagli avvocati difensori del sindaco Bellesi sulla revisione del materiale sottoposto a sequestro durante il blitz dei carabinieri nelle case degli indagati.


Secondo la difesa, la Procura ha depositato il materiale ricavato dalle memorie di pc e cellulari senza eliminare le parti non inerenti all’inchiesta. Inoltre, in un unico hard disk sarebbero finite le intercettazioni telefoniche di tutti gli indagati, visibili e consultabili da tutte le parti indistintamente.

Un fatto che porgeva il fianco a ineccepibili problemi di privacy che la Procura però pare non abbia ancora risolto.

Il lavoro di scrematura, su quali parti tenere e quali eliminare, non si è concluso e fino a quando il materiale non sarà a disposizione del gup non si potrà procedere con i rinvii a giudizio. L’udienza si terrà ugualmente e, dopo Enrico Benassi e Alessio Zoppi, i due titolari della cooperativa Serinper, toccherà al sindaco di Villafranca in Lunigiana Filippo Bellesi fornire al gup alcune dichiarazioni spontanee.

L’inchiesta Serinper, il caso di corruzione, traffico di influenze illecite e maltrattamenti all’interno delle case di accoglienza per madri sole e minori, è scoppiato nel dicembre 2020, ormai quasi un anno fa; oltre mille pagine di intercettazioni telefoniche, tutte pubblicate in esclusiva dal quotidiano Il Tirreno, undicimila gigabyte di materiale sequestrato da pc e cellulari e decine di capi di imputazione, due filoni di indagini (di cui uno ancora aperto) e, al momento, undici richieste di rinvio a giudizio, per i titolari della cooperativa Alessio Zoppi, Enrico Benassi e Tamara Pucciarelli; Paola Giusti, responsabile del Centro affidi del Comune di Massa; il sindaco di Villafranca in Lunigiana Filippo Bellesi, Rosa Russo, ex giudice del tribunale dei minori di Firenze, Mauro Marcelli, ex dipendente del Suap, Rosanna Vallelonga direttrice della Società della saluta della Lunigiana, Stefano Benedetti, presidente del Consiglio comunale di Massa, Giorgia Podestà, assessore al Sociale del Comune di Montignoso e il consigliere Marino Petracci.

Intanto la cooperativa ha provato a cambiare nome, ora si chiama Levante, sperando che in questo modo il lavoro di accoglienza di madri in difficoltà e minori nelle case famiglia non venisse associato all’inchiesta. Ma la cooperativa se la passa ugualmente male, come denunciano le sigle sindacali a difesa dei lavoratori. 21 gli esuberi già comunicati dalla cooperativa e 89 persone che rischiano la cassa integrazione, con richiesta urgente, da parte di Cgil e Cisl, di un tavolo con le istituzioni del territorio.

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