Addio Giovy, uccisa da un infarto a 43 anni

Si è sentita male improvvisamente. Conosciutissima, era commessa in un panificio di Massa

MASSA. Se l’hai incontrata non puoi dimenticartela. Non si scordano quei sorrisi spontanei, quell’abilità per la battuta, quella verve coinvolgente, la passione per gli scherzi, la capacità di stare con tutti, di accogliere i bambini, di far allegria agli anziani.

Maria Giovanna Lazzoni, la Giovy, era una ragazza che lasciava il segno. Anche in chi solo la incrociava.

Se n’è andata ieri. All’improvviso, a soli 43 anni. Se n’è andata mentre raggiungeva la sua auto, nel parcheggio di Altagnana, la mattina presto, per andare al lavoro come ogni giorno. Sono le sette quando sua zia si affaccia e nota quel corpo, vede qualcuno a terra. Ci mette pochi secondi e riconosce la sua Giovy, corre, chiede aiuto. L’ambulanza si precipita, ma percorrere le strada per la montagna non è semplice ieri: in terra, dopo il nubifragio, c’è di tutto. Giovy non è cosciente, è in arresto cardiaco, i medici decidono l’immediato trasferimento all’Opa, all’ospedale del cuore tentano di rianimarla in ogni modo, ma per lei non c’è nulla da fare. Il suo cuore ha ceduto. Improvvisamente. Giovy se ne va. Perde la città un sorriso bello, quello di una donna che lavorava con allegria, che aveva l’idea che il commercio fosse prima di tutto relazione. Solare, con le sue scarpe da tennis a passeggiare a Marina per tenersi in forma, sorridente dietro al bancone, “mattacchiona” – come noi massesi definiamo chi ha fatto dell’allegria una scelta.

Per 20 anni commessa al panificio Drago, ha lavorato al frutta e verdura lungo viale della Stazione per poi intraprendere una nuova esperienza al panificio Cagetti a Ronchi dove ha legato subito con la figlia del titolare, Martina. Dove lavora, la Giovy conquista tutti: se la spesa è pesante, la porta lei fino alla macchina alle persone anziane, se arriva il bambino non si dimentica mai la focaccina. La battuta pronta, l’uso sapiente del dialetto, l’allegria contagiosa. La Giovy sapeva farsi amare, sapeva imprimere il suo volto nella memoria di chi la incontrava.

Adolfo Drago è sconvolto, non riesce a parlare, non realizza: quella ragazza – per lui laGiovy è e resterà sempre una ragazza – ha cominciato a lavorare con lui e la sua famiglia quando aveva 16 anni: «L’ho conosciuta quando faceva la cameriera in un ristorante, ci divertivamo a farci dispetti. Ha lavorato con noi per 20 anni, era una di famiglia, per mio padre la figlia che non aveva. Era allegra, divertente, solare. Non può essere vero». È sconvolto Adolfo, come lo è Martina Cagetti: non trova la parole per tanto dolore.

Non ne può trovare Altagnana che quella ragazza l’ha vista crescere, non i suoi genitori Ildo e Gabriella con cui Giovy viveva. Oggi (martedì 28) la città le dirà addio: alle 15 e 30 nella chiesa del paese, Massa si stringerà intorno a due genitori stravolti dal dolore più grande.

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