Contenuto riservato agli abbonati

Artigiani e artisti ridisegnano Carrara per il Forum delle Città Creative Unesco

Oggi la firma delle linee guida per cominciare a progettare e realizzare spazi pubblici e privati veramente sostenibili

CARRARA. Come sarti, che al posto dell’ago e del filo hanno la tecnica e la creatività. A dar loro le misure per ricucire quel che nel tempo si è strappato o che unito non è stato mai sono “clienti” speciali che cercano un abito che li rappresenti e racconti quello che sono e sono stati, ma lasci intuire, come solo certe forme e colori sanno fare, anche quello che saranno.

Come sarti, ma in realtà artisti e artigiani. Al servizio delle comunità e degli spazi in cui le comunità nascono, crescono, lavorano.


Questo, fuori di metafora, è un po’ il significato del progetto tenuto a battesimo in questi giorni a Carrara. La città del marmo, Città Creativa Unesco, ospita da ieri (e fino a domenica) il primo Forum delle Città Creative destinato – nelle intenzioni dell’amministrazione comunale e dei soggetti che hanno reso possibile questo riconoscimento e lavorano per valorizzarlo – a diventare un appuntamento annuale.

Il primo di una serie, insomma, e in quanto tale chiamato a definire la cornice, anzi le cornici, dentro al quale arte, artigianato e comunità possano trovare una sintesi: la Carta di Carrara e la Dichiarazione di Carrara sul ruolo dell'artista e dell'artigiano.

Da ieri la città ospita rappresentati delle istituzioni ed esperti nei settori dell'arte, dell'artigianato, dell'architettura, dell'economia e della comunicazione, provenienti dalle 11 Città Creative Unesco in Italia, per discutere sul tema della rigenerazione urbana e della rinascita dei centri storici post pandemia, mettendo al centro della riflessione l’artigiano, l’artista, il saper fare e la creatività. Il programma è denso e spazia dalla possibilità di conoscere il territorio – ieri un primo suggestivo tour là dove viene estratto fin dall’epoca romana il marmo – a sessioni di confronto e lavoro sulla Carta di Carrara per lo sviluppo sostenibile e la Dichiarazione di Carrara sul ruolo dell'artista e dell'artigiano. Due contenitori di “linee guida” che poi le città, Carrara in primis, dovranno saper mettere in pratica per costruire spazi pubblici e privati più sostenibili, in grado di valorizzare l’identità dei luoghi e di chi ci vive, ricucire e riequilibrare attraverso i linguaggi dell’arte.

«Vogliamo mettere al centro del confronto il futuro delle città e del loro sviluppo sostenibile – ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Carrara, Federica Forti – e lo facciamo a Carrara il giorno dopo l’apertura di Studi Aperti nel corso del quale è stato presentato un progetto di documentazione video in cui gli artisti promuovono se stessi e gli altri artisti». «Per noi è un grande piacere inaugurare questa tre giorni – ha aggiunto Enrico Isoppi – una occasione importante per scambiare idee, visioni e progetti per il futuro. Per Carrara è un riconoscimento che celebra anche la sua storia». «Il coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti in questo progetto è ancora più forte – ha aggiunto il direttore Luciano Massari – perché si rivolge a chi l’Accademia forma: gli studenti che si riversano nella città e che chiedono luoghi per fare arte». © RIPRODUZIONE RISERVATA