Il progetto di Giacomo e Filippo: un robot che diventa scultore

Giacomo Massari e Filippo Tincolini

Carrara. Giacomo Massari e Filippo Tincolini presentano a Torino il loro futuristico “Robotor”: «Ma non sostituirà mai gli artisti»

CARRARA. Una intelligenza artificiale a cui è affidato il compito di gestire le fasi di lavorazione. Un robot, “Robotor che ”vuole consegnare all’uomo la soluzione tecnologica che automatizza il processo produttivo e delega al robot la lavorazione della pietra (ma anche legno e plastica). Una nuova era non più fatta di scalpelli e polvere, ma di scansioni e nuvole di punti in cui la tecnologia di Robotor aggiunge valore assolvendo l’uomo da lavori usuranti, rischiosi e pericolosi, semplificando al massimo le fasi di lavorazione.

Una idea futuristica quella alla base del progetto di Giacomo Massari e Filippo Tincolini fondatori di Robotor che sarà presentata oggi alla Italian Tech Week, la più grande conferenza italiana sulla tecnologia a Torino. Due giorni speciali – oggi e domani – dedicati all’innovazione e al futuro. Ci saranno anche Giacomo Massari e Filippo Tincolini, titolo del loro intervento “The Future of Sculpture is a Robot”. Un’occasione importante per i due fondatori ma soprattutto un riconoscimento al lavoro di anni che li ha portati a creare prima Torart, laboratorio di scultura basato sulle tecniche digitali, scelto da artisti di fama mondiale e, successivamente, Robotor.


«Nostro obiettivo – ricorda Giacomo Massari – è andare oltre per non dare limiti all’artista e rendere fattibile, grazie alla tecnologia, quello che sembra impossibile realizzare ma, andare oltre. Robotor aggiunge valore assolvendo l’uomo da lavori usuranti, rischiosi e pericolosi, semplificando al massimo le fasi di lavorazione».
«La presentazione – continua – in programma a Torino mostrerà l’evoluzione della scultura dai laboratori pieni di polvere e rumore al laboratorio con i robot dove gli artigiani possono concentrarsi sulla finitura delle opere. Si passerà poi ad un esempio concreto, la realizzazione della replica dell’arco di Palmira distrutto dall’Isis, un’opera resa possibile dalla tecnologia di Robotor messa a disposizione di “Harvard University, Oxford University e Dubai Future Foundation”».

L’esempio di Palmira vuole essere anche la risposta alle polemiche nate a seguito dell’articolo dedicato dal New York Times a Robotor. «Ai tempi di Michelangelo erano gli artigiani a realizzare l’opera – concludono Tincolini e Massari – oggi i robot consentono all’artista di andare oltre e rendere possibile l’impossibile, consentirgli di inseguire nuove sfide non certo sostituirsi a lui. Il robot scultore è realtà, il robot artista non esisterà mai». Robotor ha ricevuto il Premio Capitani dell’Anno (Firenze, 2016) e è stato inserito nelle “100 Italian Stories” di Fondazione Symbola (2019).

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