Contenuto riservato agli abbonati

Botte e minacce di morte alla moglie: 23enne denunciato e poi arrestato

I carabinieri che si occupano del codice rosso

La donna era scappata  in un’altra provincia ma il giovane continuava  a perseguitarla: alla fine ha chiesto aiuto ai carabinieri

MASSA. L’ha minacciata di morte, l’ha picchiata e, quando lei ha provato ad andarsene, l’ha perseguitata. Fino a quando lei non ha trovato la forza di denunciarlo.

E adesso il 23enne, di origine marocchina ma tempo residenti nel comune, si trova in carcere.


Martedì pomeriggio infatti i carabinieri di Massa hanno dato esecuzione a un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso nei confronti del giovane ritenuto responsabile di aver maltrattato per diversi mesi la propria moglie italiana.

Nonostante la giovane età e un figlio nato dal loro matrimonio, nel corso degli ultimi mesi l’uomo avrebbe iniziato a manifestare un comportamento sempre più violento e ossessivo nei confronti della moglie, costretta a subire continue offese, minacce e venendo talvolta anche picchiata.

La donna, temendo per la propria incolumità, nelle settimane scorse si era allontanata dal capoluogo massese trovando momentaneo rifugio in un’altra provincia. Nonostante ciò, l’uomo, secondo la ricostruzione dei militari, avrebbe continuato la sua «condotta vessatoria perseguitandola telefonicamente e minacciandola ripetutamente di morte».

Il giovane ha così atteso il ritorno della moglie nel capoluogo apuano dove, una volta raggiunta, «ha reiterato le proprie condotte violente –si legge in una nota dell’Arma – nei confronti della donna che, giunta ormai allo stremo, ha trovato la forza di rivolgersi ai carabinieri in cerca di aiuto raccontando la lunga serie di violenze subite».

La sensibilità del personale militare e l’efficacia nel raccogliere rapidamente tutti i riscontri investigativi necessari, hanno permesso pm Marco Mansi, di richiedere al gip l’emissione di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, in relazione alla particolare gravità del caso.

«L’uomo – continua la nota dell’Arma – veniva quindi rintracciato presso la sua abitazione e, dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la locale casa di reclusione per essere tenuto a disposizione dell’autorità giudiziaria che ne ha disposto l’arresto».

Un caso di violenza sulle donne dentro le mura domestiche che ricorda tani altri, anche nella provincia apuana.

Tanti i casi emersi, tanti altri sono quelli che non lo sono ancora. Le denunce aumentano, ma molte donne ancora non riescono a farlo.

Intanto questo ulteriore arresto per maltrattamenti ai danni di una giovane donna ribadisce con forza l’attenzione che l’Arma dei carabinieri ripone nei confronti di queste tipologie di reato, «da considerarsi particolarmente deprecabili – fanno sapere i carabinieri – poiché commessi spesso in danno delle fasce più deboli della nostra società».
© RIPRODUZIONE RISERVATA