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Guerriglia in strada ad Avenza, convalidati gli arresti dei dieci ultras

Il giudiceha convalidato l’arresto dei dieci ultras della Carrarese e della Massese coinvolti nella rissa di sabato scorso ad Avenza, disponendo però solo l’obbligo di firma e non gli arresti domiciliari come richiesto dalla procura

CARRARA. C’è chi ha scelto di non parlare e chi lo ha fatto dicendo di essersi solo difeso o di essersi trovato lì per caso. Ma alla fine il giudice Dario Berrino ha convalidato l’arresto dei dieci ultras della Carrarese e della Massese coinvolti nella rissa di sabato scorso ad Avenza, disponendo però solo l’obbligo di firma e non gli arresti domiciliari come richiesto dalla procura. Sono: Antonio Bottici (classe 1967), Carlo Cacciatori (1976), Giorgio Vivi (1978), Massimo Dell’Amico (1974), Pasquilino Gianfranchi (1978), Maurizio D’Aquinio (1979), Andrea Carnicelli (1993), Stefano Iacopetti (1985), Luca Salvatori (1986), Marco Celi (1969). Sono accusati di rissa aggravata e di lancio di materiale pericoloso in occasioni di manifestazioni sportive.

Stando a quanto ricostruito dalla procura attraverso i filmati girati dai residenti, c’è chi avrebbe utilizzato bastoni, chi ombrelli e chi, infine, cinture. Un tifoso della Carrarese, durante la rissa è rimasto ferito. Ha riportato un lieve trauma cranico guaribile in cinque giorni. Ma basta che rimanga ferita una sola persona in una rissa, per trasformare la pena da una multa alla reclusione da sei mesi a sei anni. Un ultras gialloazzurro, inoltre, Bottici, era già sottoposto al Daspo e per lui è scattato anche l’accusa di violazione del provvedimento di autorità.

L’arresto in flagranza differita (che avviene quando si scopre un reato attraverso riprese video o fotografie e si procede con l’arresto del presunto colpevole non oltre le 36 ore dal momento in cui si è verificato il delitto) è scattato domenica mattina. Gli uomini della Digos e del commissariato di polizia di Carrara, che già conoscevano bene i membri delle due tifoserie - la Legione Cybea, a Massa, schierata a estrema destra, e la Curva Nord Lauro Perini, a Carrara, di estrema sinistra - sono riusciti nel giro di poche a identificare i dieci ultras ritenuti responsabili dei reati più importanti grazie a tre video girati con i telefonini dai residenti.

Il pubblico ministero Rossella Soffio, sulla base di queste prove e di alcune testimonianze, ha chiesto per tutti la misura cautelare degli arresti domiciliari considerandola «allo stato l’unica idonea a far fronte alle esigenze cautelari» vista «la personalità violenta dei prevenuti». Il giudice Berrino ha convertito la misura cautelare dei domiciliari in obbligo di firma. Gli ultras dovranno presentarsi alle forze di polizia, il sabato, la domenica, il lunedì e nei giorni delle partite della Carrarese, della Massese del San Marco 15 minuti prima dell’inizio della gara, 15 minuti prima della fine e 15 minuti dopo. Il processo è stato fissato per il prossimo 26 gennaio. Nel frattempo le indagini andranno avanti per identificare anche tutti gli altri tifosi coinvolti. Sarebbero una quarantina. Anche loro verranno denunciati e sottoposti al Daspo.

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