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Arriva una mareggiata e la costa massese scompare

La balneare: perdiamo un ambiente unico. Gli operatori chiedono aiuto alla Regione

Come guardare lo stesso film, come vivere lo stesso momento, come precipitare nello stesso incubo. Un infinito rewind. Eppure per i balneari di onirico c’è poco, è tutto incredibilmente reale. È il mare che avanza e si mangia la spiaggia: la Regione fa i ripascimenti, ma le onde, con le scogliere inesistenti o vecchie, si divorano tutto. Lo hanno fatto in piena estate, con due mareggiate fortissime, e lo hanno rifatto ieri. A Ronchi, ai bagni Delfino e Ida, il mare ha raggiunto i parcheggi e lambito la strada. A Poveromo la linea di costa è sempre più avanzata. E le lunghe camminate per raggiungere la riva dalle cabine sono un ricordo lontanissimo.

Se la scena è sempre la stessa – da un decennio e oltre ormai – la stessa è la richiesta di chi sul mare vive e lavora: i balneari. Chiedono lavori di difesa, progetti che centrino il risultato dopo esperienze – geotubi in primis– che il risultato non lo hanno davvero portato a casa.


Perché il mare – ricorda Sara Mencarelli, del bagno Orizzonte – è certo risorsa economica, ma anche e soprattutto ambientale. E veder scomparire la costa, significa rinunciare ad una tipicità naturale e culturale del territorio: «Stiamo perdendo il litorale. Io oggi mi chiedo se non sia il caso di coinvolgere associazioni ambientaliste nazionali, rinunciare alla costa significa dire addio ad opportunità di lavoro importanti a ad un ambiente naturale unico, ambiente che dobbiamo tutelare. Quando ero piccina, al bagno Orizzonte c’erano oltre 70 metri di spiaggia, temo che tra qualche anno, se non si interviene, i nostri figli non avranno più un posto in cui fare il bagno».

Lavori di difesa e messa in sicurezza che non siamo interventi spot: «È inutile – Sara tira le somme – fare piccoli ripascimenti nelle zone più in diffociltà. È inutile – motiva – non soltanto perché ormai a rischio è l’intero litorale, ma anche perché senza opere di difesa, ripascere diventa doltanto una perdita di denaro e di tempo».

Non la vede diversamente Luca Vece del bagno Ida: certo a lui quei metri cubi di spiaggia portati nel tratto di litorale in cui sorge il suo stabilimento hanno concesso una boccata d’ossigeno, ma Luca sa bene che a poco servono senza un intervento definitivo: «A Forte la stagione balneare, cogliendo l’occasione del carnevale a Viareggio, è stata allungata a novembre. Da noi il 20 settembre siamo ko. Serve una visione, un progetto turistico vero che deve partire dal piano dei viali a mare e che non può prescindere dalla valorizzazione dell’arenile».

Progetti che servono e che devono vedere il coinvolgimento – ricorda Luca Martini, presidente della Compagnia del mare – della Regione: la compagnia un progetto, quello della tecno reef, lo ha presentato e quel progetto ha già avuto il sì alla valutazione di impatto ambientale. Adesso servono decisioni: «Ho chiesto all’assessore competente Marco Guidi di tornare a chiedere un incontro in Regione».

Itala Tenerani, presidente del Consorzio Balneari Massa, pensa al futuro, anche immediato: «Ci aspettiamo che il mare nei prossimi mesi continui ad erodere un litorale già in sofferenza. Come Consorzio abbiamo già inoltrato un paio di pec alla Regione, competente in materia. Auspichiamo che l’attenzione rimanga alta su questo tema perché venga difeso il territorio e venga protetta un’economia turistica fondamentale per la nostra comunità. In attesa di nuovi progetti per salvaguardare il litorale, ci auguriamo che quello già finanziato, quello di Poveromo, possa ripartire ad ottobre come già dichiarato dalla Regione in occasione degli incontri che abbiamo fatto la scorsa primavera».

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