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Massa piange Annamaria, per tutti la signora gentile dei giornali e dei giocattoli

Annamaria Giusti aveva 86 anni. Il figlio Andrea: «Era una persona educata, una donna dai grandi valori morali che ha trasmesso a me e a mio fratello Massimo. In tutti questi anni mi è stata accanto»

MASSA. Andare a prender il giornale, o per i più piccoli un giocattolo all’edicola dell’Annamaria era un momento piacevole per non dire di vera e propria festa della giornata. Lei accoglieva tutti con una parola gentile, un sorriso. Accanto al marito Andrano, o insieme al figlio Andrea, era l’anima dell’attività storica di Largo Matteotti. Ora quel sorriso, quella cura che aveva nel lavoro e con le persone, mancheranno a tantissimi. Annamaria Giusti, storica commerciante che con la famiglia ha gestito per anni l’edicola Ancora, si è spenta a 86 anni dopo una lunga malattia.

In quell’edicola, dietro al bancone dei giornali, nella bottega colma di giocattoli e di libri, Annamaria ha trascorso la sua vita da quando, nel Sessanta, aveva sposato Adriano Jacques, titolare dell’attività aperta negli anni Quaranta da suo padre. «È stata sempre al fianco del marito, mio padre – racconta il figlio Andrea, titolare dell’edicola – nella gestione dell’attività. Di lei posso dire che era una persona educata, una donna dai grandi valori morali che ha trasmesso a me e a mio fartelo Massimo. In tutti questi anni mi è stata accanto, aiutandomi sia nell’attività che nella vita. Non ho mai sentito una parola negativa su di lei, da nessuno. Per molti è stata un punto di riferimento e un aiuto».


Da undici anni combatteva contro una grave malattia che da tempo l’aveva costretta a letto. Ma fino a quando le era stato possibile non mancava di dare una mano in negozio. «Veniva con me e si metteva sulla panchina davanti al negozio – continua Andrea – Qui ci ha passato la vita. E la vita di un edicolante davvero iniziano e finiscono dentro il negozio: tutto il resto del mondo veniva un po’ dopo, l’impegno è sempre stato totalizzante».

«Era una persona speciale – aggiunge – non solo con noi, con tutti. Non era mai eccessiva, pur avendo un carattere forte ed essendo una donna capace di grandi decisioni. Personalmente credo che sparisca una delle ultime personalità che hanno rappresentato la città “più bella”, lasciatemelo dire, quella Massa che aveva voglia di rialzarsi dopo la guerra in cui le giornate che non finivano mai a lavorare. Era una donna animata da una speciale voglia di fare e da uno spirito di sacrificio non comune che chiaramente era rivolto in primis alla famiglia ma che andava anche oltre». Emblematico, in questo senso, il fatto che Annamaria e il marito abbiano contribuito a dare la possibilità a diverse generazioni di studiare: «Mio nonno e mio babbo vendevano anche libri un tempo e lo facevano “al mese”, cioè davano al possibilità a chi non poteva permetterselo di pagare un po’ per volta. Mia madre ha sempre condotto l’attività con una serietà oggi difficile da riscontrare. Per esempio quando si andava a comprare i giochi era la prima a informarsi sulla sicurezza dei prodotti quando ancora non c’era questo tipo di sensibilità e di cultura sul tema. Era un segno di grande rispetto per la clientela. Lei era, insomma, mamma in maniera totale e si metteva nei panni di chi avrebbe acquistato le cose e voleva essere tranquilla di non cerare problemi. Stata così fino all’ultimo, nei momenti belli e in quelli brutti. Ricordo che quando andavo a dirle che ero stanco lei mi rispondeva: “non ti preoccupare, vedrai che domani cambia”». Domani alle 15,30 a San Sebastiano i funerali. Annamaria lascia i figli Andrea e Massimo e i nipoti Maria, Simone, Nicholas e Rebecca.

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