Maxi centro vaccini al CarraraFiere, la Regione non ha ancora detto no

Convenzione ancora in stand by: Firenze attende le indicazioni sulla terza dose e la copertura spesa Covid da Roma 

CARRARA. Il dado non è tratto perché la Regione Toscana la decisione – quella definitiva – ancora non l’ha presa. Insomma se è vero che la convenzione con Imm-CarraraFiere, per occupare il padiglione E e mantenere in quegli spazi il centro vaccinale, ancora non è stata prorogata e se è pure vero che la scadenza di quella convenzione, il 30 settembre, è ormai dietro l’angolo, altrettanto vero è che neppure il no definitivo dalla Regione o dall’Asl è arrivato.

A Firenze le bocce sono ferme in attesa di decisioni nazionali sul prosieguo della campagna vaccinale. Tradotto: se la terza dose interesserà persone fragilissime e ospiti delle Rsa, che in gran parte saranno vaccinati a domicilio, o sanitari che si sottoporranno alla vaccinazione in ospedale o nei distretti, beh allora gli spazi dell’hub potrebbero risultare sproporzionati. Se, invece, le scelte del commissario nazionale e del ministero alla sanità fossero diverse, il padiglione potrebbe servire eccome. Insomma, c’è da capire come proseguirà, a livello nazionale, la campagna vaccinale per disegnare, conseguentemente, l’ organizzazione territoriale.


Certo è che la partita è alquanto complicata perché sullo sfondo ci sono due temi pesanti: i costi della sanità regionale, in emergenza Covid, e le difficoltà di Imm -CarraraFiere che ha chiuso il bilancio 2019 con una perdita importante. Difficoltà che pesano come un macigno sulle spalle sei suoi oltre 20 lavoratori. La convenzione è stata una boccata d’ossigeno.

Il centro vaccinale però costa: quattromila euro al giorno, 125mila al mese. È vero che i 4mila euro comprendono non solo “l’affitto” del padiglione, ma anche la gestione della centrale di tracciamento dei contagi, operativa negli spazi della fiera e il call center aziendale. Il tema costi comunque è sul tavolo: i flussi al centro vaccinale non sono più quelli dell’inizio e Firenze deve fare i conti con un “bel”meno 400 milioni nel fondo sanitario. E se lo scorso anno le spese “supplementari” per il Covid le ha coperte il governo, quest’anno le trattative per quei trasferimenti statali sono ancora in corso. Se le risorse non arrivassero, beh la Regione dovrebbe o tagliare – e in sanità i tagli certo non sono auspicabili – o aumentare le imposte. Altra soluzione poco apprezzabile. Rimane la speranza nella copertura e il contenimento – non taglio – della spesa.

La decisione sulle sorti centro vaccinale, e quindi anche del call center e della centrale di tracciamento ospitati nello stesso padiglione, ancora non è presa, ma il conto alla rovescia è partito perché mancano due settimane alla scadenza della convenzione. Il territorio aspetta risposte.

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