Emergenza cinghiali Comuni e Regione aprono il confronto

Ma alla prima riunione manca l’assessore Saccardi Pinelli: «Speriamo nella caccia per contenere i danni»

Gianluca Uberti

AULLA. Dopo lo sfogo del vice sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, arriva la presa di posizione ufficiale dell’Unione dei Comuni, sia sulla spinosa questione dell’invasione dei cinghiali che sull’esito del tavolo istituzionale svoltosi giovedì.


«La Regione, tramite gli esperti del settore, ha fatto – scrive l’Unione – un’analisi della situazione attuale, sulla base della quale i sindaci hanno preteso un approccio risolutivo e pragmatico, richiedendo di avere a disposizione tutti i dati necessari a mettere gli enti nella condizione di valutare con oggettività quali sono state le cause che hanno portato questi animali ad aumentare numericamente e ad espandersi sempre più sul territorio».

Secondo il piano faunistico venatorio, infatti, la Lunigiana è terra vocata al cinghiale, cioè “riserva”: ed è questo uno dei punti sul quale i sindaci potrebbero fare leva nelle sedi opportune.

«L’incontro è stato molto utile – commenta il presidente dell’Unione dei Comuni della Lunigiana e sindaco di Aulla, Roberto Valettini – e solo il primo di un’azione congiunta che andrà avanti, decisa, verso il raggiungimento della sicurezza pubblica. Nella giunta dei sindaci abbiamo deciso di appellarci alla Regione e al Ministero per far sì che si arrivi presto all’istituzione di misure efficaci che, è parso chiaro a tutti, non possono ridursi solamente alle battute di caccia trimestrali attualmente autorizzate. Quest’unità ci ha permesso di avere delle vere risposte che ci hanno indicato la giusta via da percorrere ed è quella che intraprenderemo» sottolinea Valettini.

Sul tema interviene anche il sindaco di Licciana Nardi, Renzo Martelloni, rappresentante di uno dei territori maggiormente colpiti dai cinghiali: «Questa riunione l’ho chiesta personalmente al presidente e ne sono soddisfatto, perché solo congiuntamente e convintamente possiamo finalmente dare risposte ai nostri cittadini. L’unico rammarico per me è stato non poterci confrontare direttamente con l’assessore regionale alla caccia e all’agricoltura, Stefania Saccardi, assente all’incontro. Avrei voluto farle comprendere, dalle nostre dirette testimonianze, che la situazione è davvero difficile. Non si tratta più di un’emergenza esclusiva del settore agricolo, ma di tutta la comunità: i cinghiali sono un pericolo per gli agricoltori, per i privati, per la sicurezza, la salute e il decoro pubblici e non possiamo più risponderne noi sindaci».

Infine, si dice “deluso” dall’assenza dell’assessore Saccardi il sindaco di Podenzana, Marco Pinelli, il quale afferma che sono state richieste «l’istituzione di un tavolo tecnico-operativo e una relazione oggettiva sulle cause che hanno determinato la proliferazione negli ultimi anni. Da un’analisi oggettiva del fenomeno procederemo, con gli esperti della Regione, a individuare e ad assumere con responsabilità le opportune azioni. Per ora, in emergenza, speriamo che l’apertura della caccia possa arginare almeno in parte questo fenomeno».

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