Riccardo Varese: anch’io assediato dai cinghiali

Il presidente della Società della Salute e vicesindaco di Podenzana racconta e attacca la Regione: «In Liguria la caccia apre prima, gli animali fuggiranno qui»

Gianluca Uberti

PODENZANA. Riccardo Varese è vicesindaco di Podenzana e presidente della Società della Salute della Lunigiana. Ma è anche un cittadino e, come tanti in Lunigiana, ama fare l’orto. Quest’anno, però, ha avuto più difficoltà del solito a causa dell’invasione di cinghiali nelle nostre campagne e nei nostri boschi. «Proprio l’altra sera sono stato dalle 22 alle 2 del mattino a presidiare i miei campi, a Montedivalli, perché c’erano almeno una ventina di cinghiali che cercavano di entrare. Pur avendo recintato con la rete elettrificata, erano tanti e sono andato loro incontro, prendendoli a sassate. Due erano molto grossi. Poi c’erano i piccoli e, quando ci sono i piccoli, ci sono anche le madri, che sono le più pericolose», racconta RiccardoVarese, il quale prende spunto da questo episodio personale per parlare, con toni molto critici, del tavolo istituzionale sulla questione dei cinghiali, svoltosi ieri, in modalità online, presso l’Unione di Comuni Montana della Lunigiana. Varese prende di mira, in particolare, le assenze dell’assessore regionale all’agricoltura, Stefania Saccardi, e del presidente della Provincia di Massa Carrara, Gianni Lorenzetti: «Solo fumo e niente arrosto, questo è scaturito dall’incontro, a ulteriore dimostrazione che la politica attuale è sempre più lontana dalla realtà delle persone normali e che non contiamo nulla in Lunigiana. E questo succede dopo che tutti i sindaci si sono lamentati, avendo a che fare, giornalmente, con gente impaurita e storie di anziani che quasi non riescono ad uscire di casa a causa dei cinghiali. E anche a me personalmente – aggiunge Varese – arrivano video preoccupanti che testimoniano questa invasione. Invece, a questa riunione si è perso tempo a discettare di zone vocate e non vocate, quando bisognerebbe intervenire con leggi emergenziali. Perché questa è un’emergenza e le istituzioni sembrano non averlo capito o fare finta di niente».


Ma, secondo Varese, cosa bisogna fare di concreto per affrontare la situazione? «Le leggi sono sbagliate e quando le leggi sono sbagliate, la gente si organizza da sola. Il problema è che coi cinghiali c’è il rischio di farsi male. Sarebbe, quindi, opportuno estendere a tutto l’anno la caccia al cinghiale e anticiparla subito, senza aspettare il 10 ottobre, data di inizio in Toscana. Perché ci vuole rispetto per gli animali e la natura, certo che ci vuole, ma lo stesso rispetto ci vuole per gli agricoltori, ai quali, tra l’altro, i rimborsi per i danni subiti non arrivano mai. Invece, ci troviamo in situazioni paradossali, come quella che viviamo a Montedivalli, che, come ben sapete, pur essendo nel Comune di Podenzana, quindi in Toscana, è una enclave amministrativa praticamente in territorio ligure. Ebbene, in Liguria la caccia al cinghiale inizierà questa domenica, mentre da noi il 10 ottobre».

Quindi, cosa succederà? «Che i cinghiali che imperversano in territorio ligure, scapperanno da noi e ulteriori danni li faranno da noi. Davvero è arrivato il momento di agire».

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