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Bimbi maltrattati, inchiesta bocciata: «No a una commissione "stalinista"»

Così Persiani & C. chiudono (politicamente) la vicenda della coop finita nel mirino della magistratura anche per corruzione

MASSA. La proposta di una Commissione di indagine consiliare sulla Serinper ieri sera è stata bocciata dalla maggioranza. Un epilogo che era in pratica già scritto, visto che la richiesta è arrivata in consiglio comunale con il parere negativo della commissione affari istituzionali e del sindaco di Massa Francesco Persiani, che a nome dell’intera amministrazione ha dichiarato solo: «Il nostro parere è contrario», spendendo molte più parole per annunciare ai consiglieri il suo futuro viaggio a Bad Kissingen, cittadina gemellata con Massa.

Il consigliere del Pd Gabriele Carioli ha ricordato in aula che la commissione sulla Serinper non voleva essere "contro" qualcuno, né tantomeno voleva sostituirsi al lavoro della magistratura, ma rappresentare l’esercizio di trasparenza e democrazia previsto, tra l’altro, dal regolamento del Consiglio comunale. «L’obiettivo della commissione - ha spiegato Carioli- dovrebbe essere quello di controllare l’attività amministrativa degli uffici nell’ambito dei rapporti che il Comune ha avuto con la cooperativa finita sotto indagine. Perché vista l’inchiesta della Procura e gli arresti, evidentemente qualcosa è sfuggito, quantomeno al controllo». È il consigliere Paolo Menchini del M5S ad aprire invece una "questione morale" ricordando le denunce di minacce, il cibo carente, i bambini fatti dormire per terra e rileggendo in aula alcuni dei titoli più forti pubblicati dal Tirreno. "I malati, andrebbero sciolti nell’acido". «Tutto quello che sappiamo su questo caso lo apprendiamo dal giornale - dice - Vi sembra possibile? Non volete essere giudicati, e credete che la politica non vada giudicata, ma vi sbagliate. Non siete inviolabili. Ve ne state lassù pensando di essere intoccabili. Forse avete paura di quello che poteva emergere. Era l’occasione giusta per dimostrare trasparenza».

«Abbiamo tra le nostre funzioni quella di garantire ai cittadini che gli uffici comunali siano funzionanti e che controllino - aggiunge la collega Luana Mencarelli - Ma l’operato nei confronti della Serinper è un tabù, tutto è secretato. Non sappiamo neanche se questa amministrazione abbia ancora rapporti con la cooperativa, se sanno cosa accade all’interno delle strutture, se si interessano dei bambini e delle loro mamme. Però paghiamo da nove mesi con soldi pubblici un gruppo di consulenti esterni nominati dal sindaco per indagare sull’accaduto, che non hanno ancora prodotto nulla».

«Vergogna - dice il consigliere Antonio Cofrancesco - Il sindaco imbavaglia la sua stessa maggioranza, che accetta solo ordini e non ragiona con la sua testa».

A difesa della scelta di non procedere con la commissione l’avvocato Sergio Menchini: «Non sarebbe stata una commissione apolitica - spiega - nulla qui è neutro e non ci sono verginelle. Non mi piacciono le commissioni di tipo stalinista, quelle dei rappresentanti del popolo. Questo lavoro spetta alla magistratura. Voi volete solo dare in pasto all’opinione pubblica altri documenti e altre teste». E il consigliere Filippo Frugoli: «Perché avere paura? Le indagini risalgono al 2017 quando non amministravamo noi, ed era il Pd che sosteneva che i nostri servizi sociali erano eccellenti».

Alla fine il voto in aula - al quale partecipa, astenendosi, anche il presidente del consiglio comunale (imputato nella vicenda Serinper e in attesa della decisione sul rinvio a giudizio) - cancella appelli e tentativi di discussione. "No" alla commissione consiliare sulla Serinper, e poi si vedrà.

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