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Cinghiali, l’autodifesa fallisce. I sindaci contestano la Regione

La possibilità data agli agricoltori di sparare agli animali non è stata utile. Stamani un vertice

PODENZANA. Si riaccende l’allarme cinghiali e con esso le polemiche sulle misure per contenere l’invasione degli ungulati. Il sindaco di Podenzana Marco Pinelli critica la Regione Toscana sul via libera agli abbattimenti da parte degli agricoltori: “così com’è è inutile”, dice in sostanza. «Sulla precisazione della direzione regionale Sviluppo rurale e riportata, con soddisfazione, in un comunicato stampa da Coldiretti, che “consentirà di rendere esecutivai la possibilità per gli agricoltori muniti di tesserino venatorio di intervenire direttamente per difendere le coltivazioni, potendo destinare i capi abbattuti per rimborsare i costi sostenuti”, non posso fare a meno di osservare come, a Podenzana, ad esempio, è presente una sola azienda agricola, il cui proprietario non possiede il tesserino venatorio», scrive Pinelli. Ma, aggiunge, «è presente sulla mia scrivania una lettera firmata da 120 cittadini, esasperati, pronti a sostenere le azioni del sindaco ed a riconsegnare le tessere elettorali, se non sarà trovata una soluzione. Al termine di questa complicata stagione – prosegue –- possiamo trarre la conclusione sull’inadeguatezza dell’impianto normativo attuale, dell’inefficacia degli interventi autorizzati e della necessità da parte della Regione di soluzioni che siano in grado di affrontare, in maniera adeguata, ciò che sempre più viene percepita come una emergenza».

Pinelli si dice «preoccupato per i danni subiti, per i rischi per l’incolumità delle persone e per le conseguenze che azioni di autodifesa, compiute per esasperazione, potrebbero comportare per i cittadini».


Sul tema scende in campo anche l’Unione di Comuni Montana della Lunigiana con il suo presidente, il sindaco di Aulla Roberto Valettini, che annuncia un tavolo istituzionale per stamani alle 10. I sindaci, affiancati dalle associazioni di categoria Cia e Coldiretti, rappresenteranno le istanze del territorio all’assessore regionale all’agricoltura Stefania Saccardi, al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, e al prefetto Claudio Ventrice. «L'obiettivo del tavolo – si legge in una nota dell'Unione – è di trovare una soluzione che non preveda soltanto il contenimento dell’invasione dei cinghiali, ma anche un piano che possa dare sicurezze e sostegno agli agricoltori che continuano a registrare perdite importanti che finiscono col ripercuotersi sull’intera filiera di mantenimento delle loro aziende agricole e non solo».

Ma una bordata sul tavolo istituzionale di cui sopra arriva dal sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, il quale è assessore alla Protezione civile in seno all’Unione: «L'incontro con l'assessore regionale alla Caccia e all'agricoltura è ormai praticamente inutile: a breve riapre la caccia e i danni ormai sono stati fatti. C’è, evidentemente, un problema di gestione del territorio, che richiede la revisione della legge regionale e delle competenze». Mastrini, inoltre, si dice «scettico sull'efficacia delle recenti misure attivate dalla Regione. Se qualcuno pensava di risolvere il problema concedendo agli agricoltori di cacciare gli ungulati, beh, evidentemente, lo ha sottovalutato».

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