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Post osceno, il sindaco scarica Paita: «Ingiustificabile e da condannare»

Marzia Paita, Francesco De Pasquale, Martina Nardi e Nicola Pieruccini

Sulla vicenda della consigliera grillina dura anche l’assessora Galleni: ha sbagliato. Pd e Lega ne chiedono le dimissioni

CARRARA. Non si placa la polemica sul post pubblicato (e rimosso) su fb dalla consigliera grillina Marzia Paita. Un post in cui la rappresentante dell’amministrazione De Pasquale parla di sesso orale legato alla carriera. E ora proprio il sindaco, con una nota ufficiale uscita da palazzo civico nel tardo pomeriggio di ieri prende le distanze e “scarica” la consigliera con parole di netta condanna. Anche se, lo ricordiamo, essendo eletta da terzi il sindaco non ha facoltà di rimuovere la Paita dal consiglio. Isomma una autentica bufera e un caso che dai social diventa politico.

La consigliera, lo ricordiamo, si è scusata pubblicamente ma il suo sfogo diventa anche un caso che irrompe nella vita amministrativa, con la richiesta di dimissioni che arriva sia dal Pd che dalla Lega. Insieme alla condanna del popolo dei social.



IL SINDACO

«Nonostante da sindaco io sia il primo a poter apprezzare la bontà del lavoro che svolge Marzia Paita nel suo ruolo di consigliera comunale, connotato da impegno instancabile, passione e determinazione e per quanto, umanamente, possa comprendere il suo momento di difficoltà personale, le parole che ha usato su facebook sono ingiustificabili e meritano una severa condanna. Questo episodio ci ricorda che i social network sono un’arma pericolosa che va usata con cautela e mai sull’onda dell’emotività» ha dichiarato Francesco De Pasquale.

L'ASSESSORA GALLENI

Sulla vicenda del post sconcio sui social interviene anche l’assessore Anna Galleni.

«La consigliera Marzia Paita ha sbagliato. La sua frase fa un torto tanto profondo quanto difficilmente comprensibile anche alle moltissime iniziative per la parità di genere, per la valorizzazione del ruolo della donna nella nostra società e per il superamento di vecchi stereotipi e luoghi comuni che anche lei, come consigliera, ha sostenuto. Conoscendo personalmente Marzia si può anche comprendere quanto delicato sia il momento che sta attraversando nel suo privato ma, al netto di questo, il suo post, non solo per il contenuto ma anche per il ruolo e la funzione pubblica che ricopre come consigliera, merita una netta e severa condanna» ha dichiarato Anna Galleni, assessore alle Pari Opportunità.

LE REAZIONI POLITICHE

Dai social alla politica: il post di Marzia Paita è diventato un caso. «Questa consigliera comunale è presidente della commissione commercio del Comune di Carrara – scrive sulla sua pagina facebook la deputata del Pd Martina Nardi riportando le parole di Marzia Paita – Il suo post è sgradevole e offensivo e dispiace che sia una donna a fare certe esternazioni! Spero che il movimento 5 stelle le chieda le dimissioni! »

Sulla vicenda interviene anche Nicola Pieruccini della Lega. «A tutto c’è un limite! Infatti oltre ad aver distrutto Carrara ora non ci possiamo sopportare anche il “kamasutra a stampo grillino via social” che lede l’immagine della città tutta! La Lega chiede quindi le immediate dimissioni di Marzia Paita da presidente della commissione e da consigliera comunale senza se e senza ma, la motivazione? È una donna violenta e volgare, già nell’estate scorsa aveva aggredito verbalmente, assieme all’assessore Andrea Raggi alcuni militanti della Lega in piazza Mazzini, episodio per il quale è seguita una querela». «È un post – continua Pieruccini nella sua nota – che ha suscitato grande indignazione da parte da chi lo ha letto anche se su facebook ha avuto vita breve, perché come aveva già fatto altre volte, vedi la frase shock sulla Carrarese, Paita lo ha cancellato inutilmente. Alla Lega non basta che abbia reso le pubbliche scuse e abbia cercato di convincerci del suo pentimento, deve dimettersi! La politica è una cosa seria e questa donna che non conosce né pudore, né rispetto, né etica né morale, non può più rappresentare le istituzioni. Da ultimo la Lega si rivolge alle donne che ricoprono il ruolo diassessori e a chi siede nei banchi della maggioranza del Movimento 5 Stelle chiedendo loro di non nascondersi dietro ad imbarazzanti silenzio e di prendere posizione sull’accaduto».

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