Contenuto riservato agli abbonati

Carabinieri a caccia del piromane, ma il rischio adesso è l’emulazione

Massa, il presidente dell’antincendio boschivo: «Bisogna fare estrema attenzione ai fuochi perché siamo in un periodo di siccità»

MASSA. Due inneschi, uno dietro l’altro, lungo la via del Candia dove si produce vino e si guarda il mare. E un orario, le nove di sera di un dieci settembre già buio, in cui nessuno si metterebbe a bruciare sterpaglie, anche potendo. Sono i due elementi che spingono i carabinieri forestali apuani a pensare che l’incendio divampato venerdì sera sulle colline di Massa pronte alla vendemmia non sia stato un incidente, come lo era stato quello del giorno prima a Stabbio, frazione di Carrara che si sviluppa dietro l’ex tribunale.

Lì, il rogo era davvero scoppiato a causa di un abbruciamento – non consentito dall’ordinanza regionale – fuori controllo. Ma qui, sulle colline del Candia, la sfortuna non c’entra.


Gli inquirenti sono quasi certi, dopo il primo sopralluogo, che si tratti di un incendio doloso. Chi sia stato, invece, è ancora un’incognita. Una persona? Più persone? Ed erano d’accordo? O uno ha voluto emulare l’altro? Che, poi, questo è il grande rischio che si corre. Le indagini su questo fronte sono ancora al principio, anche se vanno spedite.

Come lo sono sugli altri due incendi che hanno messe soqquadro la provincia sabato pomeriggio. Il primo è scoppiato a Ficola, frazione di Carrara lungo i crinali che sovrastano la strada dei Marmi. I vigili del fuoco e i volontari dell’antincendio erano ancora al lavoro sul Candia. Il rogo, stando a una prima ricostruzione, sarebbe partito da una piccola discarica abbandonata sul ciglio della strada e da lì si sarebbe allungato sul monte.

Nel tardo pomeriggio, quando le squadre locali e regionali, e gli elicotteri, erano impegnati sul fronte carrarese, un altro incendio è scoppiato da tutt’altra parte, a Montignoso, sulla strada provinciale che porta al paese di Sant’Eutaschio. Anche in questo caso le fiamme sono partite dal ciglio della strada per poi propagarsi in un lampo tra i pini del bosco e arrivare a lambire le case. Non sarà necessario evacuarle, ma comunque il sindaco inviterà una famiglia a dormire altrove, mentre le squadre del volontariato antincendi e i vigili del fuoco terranno d’occhio l’abitato tutta la notte. Ieri mattina quattro elicotteri e un canadair erano ancora al lavoro su quel fronte per bonificare l’area. Da una prima stima dovrebbero essere circa quindici gli ettari distrutti dalle fiamme. Che si vanno ad aggiungere ai quattro di Ficola, dove è andato interamente distrutto anche un vigneto, e ai due del Candia. I carabinieri forestali devono attendere le operazioni di bonifica per poter fare i rilievi anche a Montignoso, quindi non azzardano ipotesi. Ma vista la vicinanza – spaziale e temporale – dei fatti e la similitudine degli inneschi – tutti a ridosso della strada – è probabile che anche in questo caso la causa sia dolosa. Come a Ficola: anche qui, però, sono ancora in corso gli accertamenti.

«Il rischio adesso è l’emulazione», Fabrizio Salvati, presidente del Vab, Vigilanza antincendi boschi, di Carrara, da giorni sul campo per combattere i roghi. Spesso, dice, «un piromane ne incita un altro e ora è facile dar fuoco a un bosco intero. Stiamo passando un periodo di siccità e questi roghi non aiutano».

Da qui l’invito a rispettare l’ordinanza regionale che, proprio per le condizioni meteo, è stata prorogata al 19 settembre. «L’ordinanza – ricorda Salvati – vieta l’abbruciamento e l’accensione di fuochi su tutto il territorio regionale. I cittadini devono prestare la massima attenzione, soprattutto in questo periodo. Magari pensano di non fare nulla di male, ma basta una piccola disattenzione per provocare danni irreparabili. E in questo caso non c’è solo la sanzione ma anche una denuncia penale». E intanto la Regione invita a segnalare roghi o fuochi al numero verde all’800425425.

© RIPRODUZIONE RISERVATA