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Ricci: «Ma quale ripartenza, qui solo decadenza»

Palazzo del Medico in piazza Alberica

Carrara, il gallerista di Palazzo del Medico denuncia: la gente c’è ma i negozi restano chiusi, serve aprire un dialogo vero

CARRARA. Non uno sfogo ma la fotografia di una situazione rispetto alla quale non se l’è più sentita di tacere. Di più. Rispetto alla quale pretende che la città comincia a interrogarsi seriamente «perché avanti così non si può andare: non c’è nessuna ripartenza di Carrara» dice al Tirreno.

A parlare è Nicola Ricci, “papà” di uno degli scrigni d’arte più suggestivi della città, le preziose sale dell’antico Palazzo del Medico in piazza Albrica a Carrara dove si trova la galleria d’arte Vôtre. «Il posto più bello della città – dice con orgoglio – dopo l’Accademia dove espongono artisti di fama nazionale e internazionale. E dove non accetto più di non vedere entrare visitatori».


La “fotografia” che fa della situazione l’ha affidata ai social. In un post che va giù duro come un pugno nello stomaco. «Ho deciso di pubblicare le visite a Vôtre nei giorni di Con_vivere – scrive – Premetto che siamo presenti sulla brochure del festival con le varie mostre. Giovedì 3 persone, 3 amici, con orari di apertura dalle 17 alle 24, venerdì 4 persone, 2 amici con orari dalle 17 alle 22.30. Mi spiegate perché i negozi nella piazza sono quasi tutti chiusi?».

C’è senza dubbio amarezza ma anche rabbia per una città le cui potenzialità, a suo avviso, restano chiuse in un cassetto.

«È una situazione triste e decadente quella in cui ci troviamo – spiega – Il festival ha portato gente, le persone in città ci sono ma i negozi sono chiusi la sera. Basterebbe che restassero aperti restare quelle tre ore nel dopocena per cambiare le cose: dalle 21 alla mezzanotte per i soli quattro giorni della durata del festival». Sarebbe un modo, secondo Ricci, di invitare la gente a muoversi in città e visitare anche la galleria. E probabilmente servirebbe a disincentivare quei comportamenti a danno della comunità (e nel caso specifico del festival) andati inscena anche la notte scorsa: i vandalismi che hanno devastato le attrezzature di Con-vivere.

«Di tutto questo c’è da parlarne e seriamente – afferma Ricci – C’è chi sostiene che Carrara è ripartita: ma la ripartenza, quella, vera, non si fa facendo lavorare tre bar e quattro ristoranti. Vorrei dire loro: signori stiamo calmi, va bene essere contenti se si vende un po’ di gente ma la ripartenza di Carrara è un’altra cosa. Non è nemmeno Con- vivere o White Carrara Downtown o Torano Giorno e Notte. Lo ammetto: io qui sono un alieno. Ma non posso accettare di essere insieme ad altri colleghi sulla brocure di un festival e fare questi numeri di visitatori. O capiamo che bisogna sedersi a un tavolino, noi, la politica, gli industriali, le fondazioni, per aprire un discorso sulla città. O non c’è ripartenza. Ve la immaginate Carrara tra un mese? O tra due? Quando non ci sarà niente, sarà tutto vuoto? E aggiungo: forse è anche inutile chiedersi di chi è la colpa. Quello che vedo è che oggi Carrara non riparte, anche se sono contentissimo che ci siano bar e ristoranti. Ma non basta. Io non vedo né ripartenza né bellezza ma brutture, sporcizia, un luogo come piazza Alberica che è zona di spaccio. E lo sanno tutti. Ma non si fa niente».

«Qualche tempo fa mi hanno rotto insegna con una pallonata. Pazienza l’ho riparata. Il risultato è che poi me l’hanno fatta a pezzi. Una piccola cosa, per carità, ma fa rabbia» continua Ricci. Che si aspetta ora di assistere al via vai di candidati e promesse. «La campagna elettorale a Carrara è già cominciata, cominceranno tutti a spararne di ogni tipo – conclude – Tutti amiamo Carrara, tutti la vorremmo vedere splendida: questa decadenza mi soffoca e mi chiedo come sia possibile accettare questo livello di decadimento».

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