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Pd a congresso, già cominciata la lotta per prendersi il partito a Massa

Giacomo Bugliani e Martina Nardi

Tanti i nomi in lizza per un ruolo di primo piano che potrebbe fare da trampolino per palazzo comunale

MASSA. Tira aria di congresso nel Partito democratico, anche a Massa Carrara, provincia che va al voto ad ottobre in tre Comuni, Montignoso, Pontremoli e Bagnone (città per le quali i giochi sono già quasi fatti), ma che attende poi le grandi partite future che decideranno il sindaco di Carrara, quello del capoluogo massese e il prossimo onorevole alla Camera dei Deputati.

Il congresso provinciale, che si terrà probabilmente a gennaio 2022, sarà come una palestra in cui mostrare i propri muscoli e far capire agli altri chi comanda. E nonostante manchino molti mesi, pare ci siano già guerre interne “sanguinose”, sgambetti e ricatti politici, tra cui il più gettonato: «Si manda tutto all'aria, così Persiani farà il secondo mandato». Il centrosinistra a Massa è allo sbando, mentre il centrodestra ha trovato momentaneamente “pace” con la mossa di Sergio Menchini (ex consigliere dell'opposizione in consiglio comunale) che in un colpo solo ha rimpinguato la maggioranza, “acquietato” Stefano Benedetti e quella parte di Forza Italia che non piace tanto ai vertici regionali e rassicurato il sindaco di un “tesoretto” di voti, forse non tanti quanti quelli che decisero il ballottaggio, ma pur sempre utili all'obiettivo del secondo mandato.


Inutile dire che il Comune di Massa è la piazza più “attenzionata”: Montignoso è già vinta dal Pd, ma non per meriti del partito, bensì del suo uomo fortissimo, il sindaco uscente Gianni Lorenzetti, che ha saputo catalizzare attorno a sé il centrosinistra; se fosse stato per il suo partito, infatti, Montignoso avrebbe continuato con la lotta intestina tra gli ex sostenitori di Narciso Buffoni e quelli di Federico Binaglia, che comunque anche a questo giro, pur avendo ancora la tessera in tasca, ha lavorato per creare una piccola emorragia nel Pd, appoggiando la lista civica dell'avvocato Matteucci. Lorenzetti risulta l'unico politico che in questa fase piace a tutti: alla Provincia, dove è anche presidente, a Montignoso, dove nessuno ha avuto il coraggio di sfidarlo apertamente con una lista “tutti contro Gianni” e anche a Roma, dove, se non ci fossero i veti dei big locali forse potrebbe avere una chance, legge elettorale permettendo.

A Massa, dove amministra il centrodestra, il Pd dovrebbe avere, già da tempo, il compito di convocare un tavolo del centrosinistra, parlare di programmi, decidere insieme a chi far guidare la città e costruire una candidatura credibile, che stia bene a tutti. Il che potrebbe anche significare fare un passo indietro e accettare un candidato “esterno”. Ma siccome è il Pd e deve far vedere i muscoli, allora i nomi che circolano sono tutti interni al partito: Giacomo Bugliani, che il sindaco neanche vorrebbe farlo, ma che va tenuto in considerazione perché rimane l'uomo dalle 10mila preferenze ed è l'unico ad avere i voti; Roberto Pucci, che la tessera del Pd l'ha ripresa da poco, appoggiato dai suoi fedelissimi della “rivoluzione” arancione del 2013; l'ex sindaco Alessandro Volpi che, pare, stia iniziando a sottoscrivere tessere per il congresso; l'onorevole Martina Nardi, che giura di non aver intenzione di presentarsi, ma per la quale diventare il primo sindaco donna della città rimane un grande desiderio e che, comunque, pare stia storcendo il naso a tutte le idee che arrivano dall'esterno, ad esempio quella di Fabio Evangelisti, che molti del Pd e della sinistra invece appoggiano, magari sperando che alla fine, senza nomi, l'intera coalizione le chieda di candidarsi. E infine c'è anche il segretario di Massa Norberto Riccardi, che spera di fare da pacere tra tutti, ottenendo, visto il ruolo, la candidatura. Una prima riunione tra pochi intimi del partito, forse anche per discutere di Carrara, dove il centro destra è già in piena campagna elettorale, mentre il Pd non sa ancora con chi allearsi, la sta organizzando la deputata apuana forse già per il prossimo lunedì. Un tutti contro tutti, alla fine, di cui vedremo i primi “brandelli” al prossimo congresso.

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