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Serinper cambia nome e lancia lo slogan: «Ci prendiamo cura dei bambini»

Massa, la cooperativa finita sotto inchiesta per presunti casi di maltrattamenti e corruzione adesso si chiama Levante Scarl

Massa. Non chiamatela più Serinper. La cooperativa sociale finita nell’inchiesta della Procura apuana per corruzione, traffico di influenze illecite e maltrattamenti ha cambiato nome: adesso è Levante scarl; il logo non è più il simbolico “tocco” tra due mani, ma una casa da cui spuntano rami pieni di foglie e il nuovo slogan spiega: «Ci prendiamo cura dei bambini».

Per il resto quasi tutto è rimasto come prima: non si tratta di una nuova cooperativa, come dimostra l’ultima visura camerale della Levante, ma di una cooperativa che ha cambiato nome. Il motivo, avrebbero spiegato gli amministratori ai lavoratori, sarebbe legato all’immagine di una società che dopo l’inchiesta è stata travolta dallo scandalo ma che, innocente fino a tre gradi di giudizio, ha bisogno di continuare a lavorare, con i suoi vari progetti sull’accoglienza. Progetti che, da oggi, non vedranno più il loro nome legato alla Serinper e quindi a tutto ciò che è emerso in quasi due anni di indagini e oltre mille pagine di intercettazioni telefoniche, che hanno coinvolto numerosi soggetti, dentro e fuori dalla cooperativa. Un’operazione di restyling che è avvenuta circa un mese e mezzo fa (fino a maggio 2021 le fatture erano ancora intestate alla Serinper) comunicata ai lavoratori attraverso l’inoltro di un documento sulla gestione delle case di accoglienza, in cui viene riportato il nuovo nome della cooperativa e il nuovo logo.


Si legge ad esempio nella pagina dei “Numeri primi” di Aulla e dei “Numeri complessi” che le strutture, con le caratteristiche di sempre, sono oggi gestite dalla Levante. I numeri, le finalità e in parte anche gli amministratori rimangono quelli di Serinper: si tratta di una cooperativa sociale a responsabilità limitata, la cui attività prevalente resta la “gestione di strutture per l’accoglienza di madri in difficoltà e minori”, e che al 31 marzo 2021 annoverava 105 dipendenti e sei sedi (non più 13 come prima dell’inchiesta) di cui due a Massarosa in provincia di Lucca; il presidente del consiglio di amministrazione è Tamara Pucciarelli, ex titolare della Serinper, per la quale la pm Alessia Iacopini ha chiesto il rinvio a giudizio; Mario Lippi, che è stato negli anni il direttore delle case di accoglienza della Serinper, figura come vice presidente del cda, mentre l’unica consigliera è Consuelo Silva Ricci, anche lei finita nelle indagini come direttrice della comunità “Numeri primi” di Marina di Massa.

Non compaiono tra gli amministratori gli altri due fondatori della Serinper, Enrico Benassi, marito di Tamara Pucciarelli e Alessio Zoppi, anche loro in attesa della decisione sui rinvii a giudizio. La prossima udienza davanti al gup, per stabilire se e chi degli undici imputati andrà a processo, per i reati contestati alla ormai ex Serinper, si terrà il prossimo 7 ottobre al tribunale di Massa.



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