Contenuto riservato agli abbonati

Ordina una vodka per la figlia di 16 anni, il titolare si rifiuta: «Già multato e me ne sono vergognato»

Il titolare del locale e i clienti ai tavoli dei locali di piazza Mercurio

Il caso a Massa: la donna ha insistito con la cameriera e alla fine ha lasciato il locale stizzita

MASSA. In quella piazza, di ragazzini ubriachi e anche molesti, ne vede passare fin troppi. E crede che il problema della movida siano proprio loro, «i minorenni che bevono, non si controllano e fanno danni». Senza dimenticare che, essendo diventato padre da appena un anno, di una bimba, la sua sensibilità al tema giovani è decisamente aumentato. Tutto questo spiega perché, Lino Marcuccetti, imprenditore dello street food, titolare del Mercurio27 e delegato del centro storico per la Confesercenti, nei giorni scorsi, quando una madre, seduta ai tavoli del locale in piazza Mercurio, ha ordinato un alcolico, per la precisione un vodka lemon, per la figlia minorenne, per la precisione sedicenne, si è rifiutato di servirlo. Anche quando lei, la madre, una quarantenne massese, ha insistito con la cameriera ergendosi a garante per la figlia in caso di controlli. Ma le regole sono regole e il vodka lemon non è mai arrivato al tavolo.

«Lo so che perdo gran parte della clientela e so anche che la signora, che l’altra sera se ne è andata stizzita dopo aver chiesto un bicchiere d’acqua, non tornerà mai più nel mio locale – racconta a Il Tirreno Marcuccetti –. Mi dispiace, ma questa è la legge e va rispettata».


Gli è già capitato di essere multato. «E me ne sono vergognato tantissimo. Io rispetto sempre la legge e non avevo mai preso una multa nemmeno per eccesso di velocità. Poi ho un ottimo rapporto con l’amministrazione comunale». Il locale, in quell’occasione, aveva servito alcolici solo a maggiorenni, ma uno di loro ha poi passato il bicchiere a una ragazza minorenne. E lì è scattata la sanzione per il titolare. Trecento euro. «La polizia ci spiegò che eravamo responsabili noi di quello che succede ai nostri tavoli e da quel giorno i camerieri sono cani da guardia». E non è facile, dice, «controllare tutto e tutti». Soprattutto il fine settimana, quando la piazza è piena. «Fortunatamente il nostro locale è frequentato da persone più grandi. Altri bar sono decisamente più in difficoltà».

In ogni caso, la prima regola del Mercurio 27 (in presenza di giovani) è: chiedere il documento. Se il cliente non ha ancora compiuto 18 anni, non beve alcolici. E punto.

«È capitato anche tre giorni fa – continua Marcuccetti –. Era venuta una ragazza con la madre, peraltro amica di una cameriera, chiedendo se poteva bere una birra. Quindi nemmeno un superalcolico. Avrebbe compiuto 18 anni tre giorni dopo. Le abbiamo detto di no. Lo so che è assurdo, ma vogliamo dare un segnale. Io mi metto nei panni dei genitori che mandano in giro i ragazzi e se li vedono tornare a casa ubriachi. Io me la prenderei con chi serve loro da bere e fanno bene».

Anche lui, ricorda, «quando ero ragazzino bevevo vino ogni tanto. Me lo faceva assaggiare mia nonno, ma finiva lì. Non uscivo a bere con mio padre, non andavo a ubriacarmi e a litigare. C’era un’altra mentalità. Oggi i ragazzini iniziano a bere tanto prestissimo e si distruggono».

Per due mesi, dopo la riapertura dei locali, il clima in piazza Mercurio «era ingestibile», ricorda il ristoratore. «C’era pieno di ragazzini ubriachi e le famiglie non potevano nemmeno passare o mangiare in pace. Potevano frequentare la piazza giusto fino alle dieci di sera, poi basta». Adesso, dice, «la situazione è più tranquilla».

Complice però il caldo e l’estate: «I giovani si sono spostati sul mare e in centro vengono persone più grandi».

Ma il problema alcol e giovani, questo è certo, si ripresenterà in centro appena finita l’estate. «So che alcuni colleghi usano escamotage per servire da bere alcolici ai minori. Ad esempio servono un maggiorenne che prende cinque consumazioni. Che sicuramente non sono tutte per lui, ma la legge lo consente. Poi lui va fuori e li distribuisce in piazza agli altri. E, essendo in piazza, il titolare non ne deve rispondere. Ma così non ne usciamo. So che si guadagna molto a servire alcolici ai minorenni, ma non è corretto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA