Debito di 26mila euro con gli spacciatori: «Facciamo scoppiare casa con te dentro»

Carrara, i due uomini sono stati arrestati dai carabinieri. Nell’abitazione della vittima avevano una fabbrica di cocaina

CARRARA. Sa che è rischioso mettersi in casa tutta quella cocaina, essendone dipendente. Ma non trova un’alternativa per saldare il debito di quattromila euro che ha accumulato con i suoi spacciatori. Così accetta la proposta. In poco tempo il suo debito sale da quattromila a 26mila euro per la droga che avrebbe dovuto nascondere in casa e che invece ha consumato.

E così i suoi spacciatori diventano i suoi persecutori. Giorno e notte, cercano di farsi consegnare la busta paga per fare un finanziamento. Minacciano lui, la sua famiglia, in particolare sua sorella. Fino a quando lui, trentenne carrarese, decide di chiedere aiuto: denuncia i due uomini e alla fine anche se stesso, mettendo fine all’incubo. I due uomini sono stati arrestati dai carabinieri per tentata estorsione e spaccio. Il giudice per le indagini preliminari, Marta Baldasseroni, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere ritenendo che siano due uomini dalla «spiccata pericolosità». Si tratta di Daniele Di Stefano, 37 anni, residente a Carrara, che secondo il gip sarebbe il «dominus tanto dell’attività di spaccio che dell’estorsione» (è difeso dall’avvocato Riccardo Balatri), e Anthony Ramirez, 24 anni, domiciliato anche lui a Carrara, con un «ruolo secondario e subordinato rispetto a Di Stefano», ma comunque con una «spiccata indole criminale».

I fatti sono stati ricostruiti dai carabinieri della compagnia di Carrara sia attraverso la testimonianza della presunta vittima, sia attraverso i messaggi e gli audio registrati in autonomia dal trentenne.

È maggio quando Di Stefano e Ramirez, secondo la ricostruzione degli inquirenti, propongono alla vittima di custodire in casa la loro cocaina per saldare il suo debito da quattromila euro. La cocaina arriva in pietra, quindi da tagliare con il bicarbonato, prima di essere consumata. E la collaborazione fila liscio fino a metà giugno, quando, stando alla testimonianza del trentenne, Ramirez avrebbe preparato più dosi di quelle che gli servono. Le restanti le lascia, pronte, in un marsupio in casa. E il trentenne non resiste. Una sera invita amici a casa e consuma tutta quella cocaina che fa schizzare il suo debito a 26mila euro.

Quando i due lo scoprono, la situazione precipita. Iniziano a minacciarlo. Da un audio trascritto dai militari si sente Di Stefano minacciare il trentenne di fargli saltare in aria la casa.« Ho avuto - gli dice - a che fare e c’ho a che fare con persone che ti fanno veramente scoppiare casa con te dentro e anche no ti puoi anche suicidare, io vado a pigliare tua sorella».

I due, sempre secondo gli inquirenti, chiedono all’ex collaboratore di consegnare loro la busta paga in modo da ottenere un finanziamento mediante cessione di un quinto dello stipendio e saldare così il debito.

Secondo il giudice, questi fatti indicano «un’allarmante pericolosità sociale di entrambi gli indagati, evidentemente privi di scrupoli». --

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