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Chiusure “diverse” in centro e sul mare, commercianti infuriati: scelta scellerata

La zona della movida a Marina di Carrara (foto d’archivio)

In viale Colombo serrande alzate fino alle quattro, in zona movida abbassate alle due. «I residenti vadano a vivere in montagna» 

MARINA DI CARRARA. I locali di via Rinchiosa devono chiudere alle due di notte, quelli di viale Colombo (a meno di cento metri) alle quattro del mattino. “Un’ingiustizia” secondo i titolari dei vari bar e ristoranti di via Rinchiosa. Un diverso orario stabilito dalla nuova ordinanza comunale in vigore fino al 15 di settembre. L’intento è quello di spostare la Movida, dalle due di notte appunto, dal centro abitato al lungomare, dove non ci sono abitazioni. Una decisione che però non piace e crea malumore. Le motivazioni nelle parole degli addetti ai lavori. Alessandra Marchetti del Bristol dice: «Non è giusto. Siamo tutti uguali. Così non va bene perché basta attraversare il viale e si può continuare a lavorare. Per noi è un problema perché il grosso del lavoro c’è dopo cena. Basterebbe un pochino di sopportazione. Se ai residenti non sta bene che vadano a vivere in alta montagna».

Giacomo Timbro del Bon Pro haaggiunto«Trovo che non sia bello e non sia etico. La zona è da mesi che è stata ripulita a nostre spese grazie al servizio di sicurezza, pagato di tasca nostra. Parliamo di un esborso importante e invece di premiarci ci continuano ad imporre la chiusura alle due notte. Non va bene per niente perché così la gente si abitua ad andare in altri posti». Fuori dal coro Alessandro Palagi del bar Samba: «Per noi la chiusura è sempre stata alle due di notte – dice – per me va bene così, la mattina apriamo alle sette per fare le colazioni. Se le cose fossero organizzate per bene allora sì che la gente potrebbe restare fino alle quattro di notte. Vero anche che i locali del lungomare sono lontani dalle abitazioni. In centro la musica va staccata alle due di notte e se la gente si sposta sul mare è meglio per i residenti». Diego Crocetti della Maison e della Maison sul mare del bagno Lunezia aggiunge: «Lasciateci lavorarequest’anno ci sono meno turisti dello scorso anno, ci sarà una perdita del trenta per cento. Si tratta dell’ennesima scelta scellerata . Un altro danno a discapito dei commercianti che hanno passato un anno e mezzo nella melma. In questo momento si dovrebbe parlare di aperture, non di chiuderci prima. Questa imposizione non piace neppure ai clienti, le persone che vogliono fare confusione restano in strada anche dopo la nostra chiusura forzata. Invece di aiutare il commercio mettono dei paletti. L’ordinanza segue le richieste di qualche comitatino che vuole chiudere i locali nei due soli mesi che lavorano. Lasciateci lavorare e si faccia come si è sempre fatto, si individua il locale che disturba, non si penalizza tutti. Per fortuna che Confesercenti ha un calendario di manifestazioni sennò Marina era un mortorio». Anche per Fabrizio Bertelli del Fish &chip l’ordinanza non va bene: «È ridicola – dice – ci adeguiamo ma è uno scandalo. A cinquanta metri di distanza si può stare aperti e noi dobbiamo chiudere. Noi non vendiamo alcolici ai minori. Eppure viaggiano con le bottiglie di alcolici». —


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