Caffaz: la funivia sorvola i problemi dell’intera città

Il candidato sindaco del centro destra parla anche di un altro studio presentato nel 2008 «Ma il territorio ha bisogno di sciogliere tanti altri nodi»

carrara. Il candidato sindaco del centro destra Simone Caffaz interviene sul progetto della funivia da San Martino a Campocecina. «La funivia? Sorvola i problemi di Carrara – scrive Caffaz – Il progetto non è certo un'idea nuova. Un analogo progetto di cabinovia ad energia solare, perciò meno impattante sul piano ambientale, fu presentato anni fa dal geologo Carlo Musetti e dall’architetto Ingo Schneider, nel 2008 e forse sarebbe ora di riprenderlo in mano e farne uno studio di fattibilità serio prima di avallare altre scelte che ad oggi sembrerebbero molto più onerose non solo in termini economici. I numeri presentati dai promotori della funivia sull’incremento dei flussi turistici e delle sue ricadute sul territorio appaiono, oltre che mirabolanti, non suffragati da esempi analoghi o da indagini basate su dati certi». «I problemi legati al turismo sono altri, complessi e legati ad altri problemi e non vanno “sorvolati” ma affrontati per quello che sono. Per esempio – continua Caffaz – partendo dalle migliaia di pullman transitare in città, soprattutto nel periodo pre-pandemia, e che in centro non si fermavano neanche per una sosta caffè. D’altronde percorrendo su un pullman le strade che attraversano la città verso le cave un turista che ha magari ha già visitato Firenze, Pisa e Lucca, non riesce ad apprezzare la bellezza del nostro centro storico ma solo il degrado, a causa di decenni di incuria e malgoverno». «A tal proposito le iniziative culturali, messe in campo in questi ultimi anni sono apparse, seppur in alcuni casi apprezzabili, spot discontinui non facenti parte di un progetto organico e serio, spesso non collegate tra loro e a volte insensate e pretestuose – conclude – Vedi a tal proposito i pinguini di plastica colorata in piazza Alberica, per altro già visti e rivisti in altre città, in cui il pregiato marmo è stato ridotto a inutile e ridicola base di sostegno alla plastica. Il problema non è neppure l'opera di plastica in sé, ma lo svilimento a cui è stato costretto il marmo .Su questi temi, non solo ovviamente legati al turismo, ho già avviato la costituzione di gruppi di lavoro che dovranno produrre riflessioni e proposte sui cui fare sintesi per un nuovo progetto di città vivibile e accogliente». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA