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Spiagge piene, ombrelloni introvabili, la difficile sfida dei bagnanti giornalieri

La chiusura del bagno Marino ha visto 400 persone riversarsi in altri stabilimenti: si sfiora così il tutto esaurito ovunque

CARRARA. È caccia all’ombrellone giornaliero.

Trovarne uno sulla nostra riviera è quasi impossibile, specialmente nel fine settimana e previa prenotazione. Tanti i fattori che per la prima volta nella storia della balneazione apuana creano l’effetto caccia all’ombrellone.


Innanzitutto la chiusura del bagno Marino (a seguito della decadenza della concessione demaniale), che ha costretto oltre duecento persone a trovare uno stabilimento balneare alternativo, con conseguente occupazione di ombrelloni stagionali. Cioè di proprietà fissa per tutta la stagione estiva.

Insomma posti che non si possono affittare. Seguono l’erosione che in alcuni bagni si mangia qualche metro di spiaggia, i distanziamenti degli ombrelloni anti contagio, chi per un motivo o per l’altro ha deciso di non andare all’estero e ha scelto Marina di Carrara come metà di vacanza, senza contare le spiagge libere accessibili solo su prenotazione nel fine settimana.

Tutta una serie di coincidenze che hanno creato l’effetto sold out negli stabilimenti balneari, e di conseguenza la possibilità di trovare un giornaliero libero. Ce lo spiega meglio Michele Pianini, vicepresidente dell’associazione “Balneari Marina di Carrara: «Il problema c’è – dice – e i fattori che hanno causato la mancanza di ombrelloni giornalieri sono tanti. In primis la chiusura del bagno Marino che ha visto circa quattrocento persone riversarsi in altri stabilimenti balneari. Al secondo posto c’è il fattore dei locali. I nostri bagni sono frequentati all’ottanta per cento dalla gente del posto, siamo una zona di mare non di vacanza. A volte succede che i clienti vadano in vacanza e il loro posto resta vuoto, ma sono stagionali e non è corretto affittare il loro posto, anche se sono loro a dirci che possiamo farlo. Non è una politica corretta. Ma capita che arrivino turisti e vedendo posti liberi non capiscano che in realtà non ci sono ombrelloni da affittare. C’è poi il discorso dell’erosione che si è mangiata dei metri di spiaggia e quindi ha ridotto il numero degli ombrelloni. Si sono persi dei posti anche con il distanziamento anti Covid, e poi ci sono le spiagge libere che nel fine settimana sono su prenotazione. Tutti questi fattori – conclude – hanno saturato i posti negli stabilimenti balneari, che sono quello che sono, noi non abbiamo le ampie spiagge di Forte dei Marmi o Lido di Camaiore».

Claudio Santi presidente della Rete Costa Apuana conferma la situazione: «Si è vero ci sono problemi con i giornalieri – dice – intanto manca un bagno, il Marino. Solo i clienti del Marino hanno aumentato i clienti degli altri stabilimenti balneari, metti anche dieci per bagno e il gioco è fatto. Poi c’è tantissima richiesta da gente di fuori, c’è una richiesta incredibile. Poi ci sono i distanziamenti, noi siamo abbastanza grandi ma i bagni più piccoli sono penalizzati. E poi c’è il problema dell’erosione in zona Fossa Maestra che ha portato via spiaggia e di conseguenza ombrelloni. In questa situazione è difficile trovare un giornaliero».

Secondo Marco Pardi presidente “Consorzio balneari Marina diCarrara” i posti ci sono: «Basta prenotarli – dice – nel fine settimana può capitare che non si trovino giornalieri, è vero che la disponibilità giornaliera è calata, ma basta prenotare. Il calo è dovuto a tante cose. Le spiagge libere per esempio nel fine settimana sono giustamente contingentate. E poi c’è il discorso Covid con tante persone che hanno deciso di non andare all’estero e girano in Italia. In sostanza visto il calo, a maggior ragione è consigliabile prenotare».—

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