Addio a Sami Burhan l’artista iraniano “adottato” da Massa

È stato uno scultore e pittore di rilievo internazionale  Giampaoli: «La città deve rendere omaggio alla sua figura»

MASSA. Se ne è andato Sami Burhan, artista di origine Siriana, era nato ad Aleppo e aveva lavorato anche alla corte del sultano di Istambul come calligrafico, pittore e scultore, che aveva fatto di Massa la sua seconda “patria”. Un lutto per la cultura non solo cittadina: Burhan, che aveva 92 anni, è stato infatti una figura importante nell’arte europea medio-orientale. Protagonista di esposizioni a Damasco, Vienna, Praga e decine di altre città, erara stato scelto dall’Onu per disegnare una litografia contro la droga.

A Massa, dove era arrivato negli anni Novanta, aveva fondato il Centro culturale Italo-arabo per l’arte contemporanea Tra gli amici che ha trovatopin città, il presidente di Italia Nostra Bruno Giampaoli che lo ricorda così: «Avevo conosciuto Sami in casa di mia sorella Angela Giampaoli portato dalla figlia Franca Giuseppini e in molte occasioni conviviali ci siamo confrontati parlando di politica, religione ed arte. Sami – prosegue – era un bravo pittore conosciuto in tutto il mondo, purtroppo non aveva un impresario o qualcuno che si interessasse delle sue opere e così non aveva riscontro economico. Ricordo la sua modestia e la grande dignità che lo sosteneva moralmente, non mi risulta che avesse mai rimpianto il tempo migliore o avesse criticato la sua situazione economica attuale. Viveva con una visione positiva del destino alla maniera islamica di cui era sicuramente un grande fedele sostenitore. Ricordo la sua felicità quando gli amici gli inaugurarono una mostra personale in città. Era il 30 agosto del 2019 e nella saletta in Via Cairoli c’erano molti amici, artisti e semplici curiosi per conoscere questo artista anziano ma modernissimo di fama internazionale, completamente sconosciuto ai più. La serata passò magnificamente, vari critici e artisti presenti lo gratificarono con belle parole e poi ci fu anche un piccolo rinfresco per festeggiare la sua vita e la sua presenza nella nostra città».


Purtroppo, dice ancora Giampaoli, «nessuna autorità venne a conoscerlo e questa rimane anche per i suoi amici una brutta cosa che si spera possa essere recuperata organizzando a posteriori una mostra delle sue opere». —

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