Paura e incertezze sul nuovo green pass e negli hotel arrivano le prime disdette

Sabrina Giannetti (Federalberghi): c’è chi rinuncia alle vacanze e tantissimi telefonano per capire come funziona

Chiara Sillicani

MASSA. Le pare quasi di aver cambiato lavoro e di essere diventata, in un battibaleno, una centralinista, alle prese con decine e decine di telefonate. O forse no... Forse Sabrina Giannetti, titolare dell’hotel Eden, quattro stelle a Cinquale, alla presidenza di Federalberghi apuana, è diventata psicologa, chiamata a rassicurare chi ha paura. E forse è pure un po’ giurista, esperta in norme, regolamenti e decreti. Certo è che fare il suo lavoro, quello vero, è diventato, in tempi di Covid, un’odissea. Difficile in questo 2021 – spiega Sabrina – più di quanto non lo sia stato nell’estate del 2020. Con la paura e l’incertezza che spinge molti a rinunciare alle vacanze già prenotate e magari pure da tempo.


È un periodo difficile per il settore turistico...

«Lo è davvero, più dello scorso anno. E questa è una zona fortunata perché il turismo balneare è esploso. Purtroppo, invece, ci sono aree in grandissima sofferenza e si tratta, in particolare, delle città d’arte in cui gli arrivi e le presenze sono ridotti ai minimi».

Un’estate più difficile di quella precedente. Perché?

«Beh, lo scorso anno non c’era un piano vaccinale, ma avevamo l’illusione che il virus se ne stesse andando. Le regole per le strutture ricettive riguardavano l’obbligo di mascherina, distanziamento e sanificazioni. Adesso gli aspetti organizzativi sono più complessi. C’è, fortunatamente, un piano vaccinale che limita i danni provocati dal virus e riduce notevolmente le ospedalizzazioni, ma ci sono regole nuove, proprio relative ai certificati vaccinali. Per il soggiorno nelle strutture ricettive non c’è obbligo di green pass, ma quell’obbligo esiste per i servizi che vengono erogati all’interno degli hotel, pasti in primis. Nel nostro territorio le strutture ricettive sono piccole, ma contano, spesso, su ampi spazi esterni che consentono una migliore organizzazione e permettono di garantire servizi anche a chi il green pass non ce l’ha».

Per comprendere meglio, lei come ha organizzato il lavoro?

«Io avevo due sale con ampia capienza in hotel. Adesso ho adattato il giardino e il porticato ad accogliere ospiti per i pasti: ho acquistato attrezzatura idonea agli ambienti esterni e assunto personale che faccia la spola tra l’interno dove si trovano le cucine e gli spazi esterni in cui serviremo i pasti ai clienti che non hanno green pass. Gli ospiti senza il green pass vengono invitati, anche con una serie di cartelli affissi all’ingresso, ad usufruire dei tavoli all’esterno. Abbiamo scaricato un’app fornita dal governo per il controllo del green pass attraverso il Qrcode. Una riorganizzazione necessaria, la nostra, per poter lavorare e che io mi auguro di aver realizzato al meglio. Questa mattina (ieri per chi legge ndr) una coppia di clienti si è complimentata con me e con lo staff per i servizi in un periodo così difficile. È stato per me motivo di grandissima soddisfazione».

Un grande lavoro, ma le disdette arrivano?

«Sì, purtroppo alcuni clienti hanno preferito rinunciare alla vacanza. Di fronte ad un fenomeno come la pandemia, le reazioni sono diverse, molto dipende dalla sensibilità e dalla storia, anche clinica e di salute, di ciascuno. Una disdetta è arrivata poco prima della data fissata in prenotazione. Da parte nostra c’è massima disponibilità, offriamo al cliente, per non perdere la caparra, la possibilità di scegliere date alternative, magari successive alla somministrazione del vaccino. C’è chi disdice e c’è chi chiama per avere rassicurazioni: le 72 ore dopo la conferenza stampa del governo sul green pass, io e lo staff siamo diventati centralinisti. Io ho letto ogni norma, tutti i decreti, per rispettare le regole, organizzare il lavoro e per dare risposte certe e chiare ai miei clienti, anche se la casistica è varia e a volte diventa quasi impossibile dare risposte a tutti».

Anno difficile. Cosa chiederebbe Sabrina Giannetti al governo?

«Beh, sicuramente al governo direi che, prima di definire nuove regole, sarebbe auspicabile sentisse i sindacati di categoria che possono dare un contributo importante fornendo indicazioni sulla gestione dei problemi. Per il resto i temi sul tavolo sono molti e non solo immediatamente legati al green pass. La segreteria nazionale di Federalberghi sta lavorando su temi importanti». —

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