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Coronavirus, ricoverata a 23 anni. Vannucci: «Se ci saranno altre vittime, denuncerò chi istiga a non vaccinarsi»

La manifestazione no vax sabato in piazza Aranci e il dottor Enrico Vannucci

Massa, il medico sulla protesta in piazza: «Vederli indossare l’emblema della persecuzione nazifascista è uno schiaffo all'umanità intera»

MASSA. Vedere centinaia di persone sfilare in città, per dire no a vaccini e green pass, a lui ha fatto tornare alla mente il viso di quella ragazza. La sua paura, la febbre che non scende di una sola linea, il ricovero. Ha 23 anni, non è ancora vaccinata e lavora a contatto con il pubblico: comincia a stare male e i sintomi diventano così importanti che non è più pensabile curarla a casa. Adesso è nel reparto Covid di cure intermedie, tutto il suo nucleo famigliare, anche due anziani in attesa della seconda dose, è in quarantena. Stessa cosa i colleghi.

Il viso giovane e spaventato di quella ragazza si imprime nella mente del dottor Enrico Vannuci, per mesi responsabile nelle unità speciali di continuità assistenziale che curano i positivi a casa e oggi in servizio nel reparto di intermedie. Pensa a quella ragazza, il dottore, e pensa alla sua storia. Personale e familiare. Un uomo liberale – si definisce – pronipote di ebrei deportati e morti ad Auschwitz. In casa sua la stella di David – alcuni manifestanti no vax indossavano una stella gialla a sei punte – era simbolo del dolore, della persecuzione, delle vite cancellate. Della tragedia umana e storica dell’olocausto: «Notoriamente – il medico si definisce – non sono mai stato uomo di sinistra. Sono sempre stato un libero pensatore, una persona che una volta era orgoglioso di sentirsi “un liberale”. Oggi vedere i leader dei maggiori partiti della destra far proseliti contro la vaccinazione e/o contro il green pass negando il minimo buon senso che faciliterebbe, fra le altre cose, una più sicura e veloce ripresa dell’economia, senza il possibile e probabile incubo di un nuovo lockdown, mi lascia basito e perplesso. Da medico, che negli ultimi due giorni (24 e 25 luglio, nda) ha visto almeno otto giovani non vaccinati colpiti dalla variante, con il ricovero di una ragazza di 23 anni, mi verrebbe voglia di invocare misure molto più dure nei confronti di no vax e no green pass. Non so se in altre parti d’Italia sia già successo, fortunatamente non nella mia provincia, ma se si dovesse registrare una sola vittima da variante in una persona vaccinata o non, sarò molto tentato – continua il dottore –di sporgere denuncia verso chi, con responsabilità di visibilità pubblica, ha istigato al non rispetto delle regole e del buon senso diventando causa indiretta della morte di un essere umano». E sulla 23enne: «L’ho ricoverata giovedì con febbre alta. Lei positiva sintomatica, il nucleo familiare in quarantena, il posto di lavoro bloccato per quarantena con conseguente danno, oltre che per la salute, anche per l’economia di più persone...Se penso che la maggioranza dei no vax, no green pass si dichiara di destra... vederli indossare l’emblema della persecuzione nazifascista – prosegue il medico – è uno schiaffo all'umanità intera». —

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