Le due facce di Massa e Carrara: chi vuole il Green pass e chi protesta senza mascherina

Il Green pass arriva anche sul cellulare (Foto di Franco Silvi)

In piazza Aranci i contrari all’obbligo della certificazione manifestano contro il governo e le restrizioni, mentre nelle farmacie in tanti si informano sul passaporto vaccinale e non solo  

MASSA-CARRARA. Da venerdì 23 luglio la coda fuori dalle farmacie si è allungata. E non per l’acquisto di medicinali. È l’effetto Green pass a Massa e a Carrara. Che se da un lato è una buona notizia perché dimostra come tanti, già vaccinati, non vogliano rischiare di subire limitazioni nelle proprie attività quotidiane, comprese quelle di svago, dall’altro fotografa l’arretratezza digitale non solo di una provincia ma di un intero Paese alle prese con una tecnologia che, anziché agevolare, per tanti, troppi, rappresenta un ostacolo.

Ma, va detto, in provincia l’obbligo della certificazione per andare, ad esempio, a cenare al ristorante (salvo che il tavolo non sia all’aperto) ha sortito anche un altro effetto: la mobilitazione – nel pomeriggio di sabato 24 luglio in piazza Aranci – di diverse centinaia di persone che in fila per il green pass non troveremo probabilmente mai perché sono quelle che il vaccino non intendono farlo. Come non intendono indossare la mascherina, come hanno fatto ieri, aumentando il rischio contagio da Covid.


CACCIA AL CERTIFICATO IN FARMACIA

«La situazione qui da noi è evidentemente cambiata negli ultimi giorni e sono aumentate le persone che ci richiedono di scaricare, per loro conto, il Green pass» racconta la dottoressa Manola Seppia, direttrice della farmacia comunale numero 3 di Massa all’interno del centro commerciale MareMonti. E non è diversa la situazione documentata in diverse farmacie del centro a Massa e ancora a Carrara. Il motivo? In tanti hanno difficoltà a accedere al servizio – tramite la app Immuni o quella per i servizi della pubblica amministrazione IO o ancora tramite la propria cartella sanitaria digitale – perché privi non tanto degli strumenti (computer, telefonini o tablet) quanto delle necessarie competenze telematiche e delle identità digitali (Spid o carta d’indentità elettronica) che consentono di scaricare la certificazione. E la farmacia è il punto di accesso più immediato per ovviare al problema. «Per far fronte alle tante richieste determinate dall’emergenza Covid – spiega ancora la direttrice – servirebbe personale specifico, anche solo per rispondere al telefono a chi chiede, ancora oggi, come comportarsi in caso di contatto con un positivo al virus. In più ci sono le richieste di tamponi in farmacia, che sono tornate ad aumentare con l’incremento dei casi di contagio di questi giorni, e ora quelle relative al green pass». Ma come fare per evitare di intasare le farmacie e riuscire ugualmente ad ottenere il Green pass? «È consigliabile venire negli orari non di punta, ad esempio la mattina presto – spiega la dottoressa – inoltre c’è ancora tempo prima che scatti l’obbligo di avere con sé la certificazione per determinate attività: è inutile fare le corse ora tutti insieme». Per ottenere la certificazione è possibile rivolgersi anche al proprio medico.

La protesta dei no-Pass andata in scena sabato 24 luglio in piazza Aranci, a Massa (Foto di Claudio Cuffaro)


LA PROTESTA IN PIAZZA ARANCI

Intanto asabato 24 luglio i no-Vax e no Green pass si sono ritrovati a Massa per manifestare contro i certificati e la presunta dittatura sanitaria. E l’hanno fatto in massa, senza mascherina se pure all’aperto: metà piazza Aranci era gremita di gente, e non c’erano solo i volti noti del negazionismo locale, ma anche tanti giovani, altrettanti anziani, famiglie con figli che distribuivano volantini, scrittori, artisti, anarchici, fino alle più disparate categorie lavorative. Tutti accomunati dal diniego delle vecchie come pure delle recenti disposizioni per combattere il Covid, ma soprattutto accomunati dalla dittatura che sentono di vivere. E non a caso molti portavano una stella gialla a sei punte in petto, una specie di stella non di David ma di Covid, c’era chi parlava di segregazione razziale e chi andava anche oltre, paragonando i tempi che viviamo con quelli del nazismo. Il tutto mentre manifestavano in piazza. E così, mentre gli oratori di turno arringavano la folla raccontando oscure e turpi vicende e di «come agire per rovesciare il sistema», gli spettatori parlavano e si confrontavano tra loro, corroborando le proprie idee e consigliandosi questo o quel sito, questa o quella terapia alternativa. Un miscuglio complottismi vari che ha tenuto banco diverse ore (dalla piazza i manifestanti si sono mossi per un breve corteo per le vie del centro) e messo in mezzo tanti vaffa a Draghi, invocazioni alla libertà, citazioni che spaziavano da Bertold Brecht a “Silvanon” di via Marchetti. Insomma, un mix di posizione che pur partendo da percorsi e punti di vista differenti, giungevano alla medesima conclusione: «No vaccini, no green pass, libertà di scelta». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA