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Ex colonie a Massa, i privati tornano e pensano a investire

L’immobile che ha ospitato l’ostello Turimar in via delle Pinete

Il 10 settembre va all’asta la ex Turimar. Pardini (Asi): ora la zona è più appetibile

MASSA. Adesso i privati guardano a quel tratto di litorale con occhi nuovi. Adesso l’appetibilità di quei gioielli architettonici che sono le ex colonie è aumentato e si può tornare a pensare ad investimenti e riqualificazione. Sì perché ora ci sono due condizioni imprescindibili per qualsiasi investimento privato nell’area. C’è – primo indispensabile elemento – un regolamento urbanistico che definisce, nero su bianco, cosa si può fare delle, e nelle, ex colonie con la possibilità di un quota del 25 percento di residenziale. E c’è – secondo elemento – un mega progetto pubblico, finanziato, a fare da apripista, ad esplicitare la volontà politica dell’amministrazione.

Un segnale, quel progetto, che conferma l’interesse del Comune sull’area e il riconoscimento delle sue potenzialità. Via Porta Fabbrica ha, infatti, partecipato ad un bando nazionale e ottenuto un finanziamento da oltre 15, 5 milioni di euro per la riqualificazione della Ugo Pisa: una serie di immobili con tanto di collegamento alla spiaggia e una immensa area verde. Tutta di proprietà comunale e che Palazzo civico ha intenzione di recuperare. Il segnale c’è e quanto sappiano coglierlo i privati emergerà a breve. Sicuramente il prossimo 10 settembre quando andranno all’asta gli immobili ex Torino e ex Olivetti che, fino alla chiusura del 2016, hanno ospitato l’ostello della società Turimar turistica Marina srl. Quasi l’80 percento delle quote Turimar sono di Asi (Agenzia Sviluppo industriale) e quella società fa capo agli eredi di Daniela Conti, all’armatore Enrico Bogazzi e alla famiglia Pardini. Turimar finisce all’asta perché insolvente: negli anni smette di pagare le rate di un mutuo che ha contratto nel 2002 per realizzare, nel complesso di via delle Pinete, una serie di migliorie e opere di ristrutturazione. I soci sono imprenditori con una importante solidità finanziaria, imprenditori cui è impossibile imputare problemi di solvibilità. E per questo si è sempre temuto che dietro l’insolvenza ci fosse piuttosto un reale disinteresse nei confronti di Turimar, una rinuncia esplicita a un progetto. Progetto che adesso potrebbe tornare appetibile. Perché l’interesse su quell’area – lo dice a chiare lettere Teresa Pardini che Asi l’amministra, c’è: «Dopo la chiusura dell’ostello sono venuti molti imprenditori a vedere gli immobili, tutti bloccati nella decisione dell’acquisto dall’assenza di un regolamento urbanistico e di un piano di riqualificazione dell’area. Adesso il quadro è cambiato, il finanziamento del progetto comunale per l’Ugo Pisa è estremamente positivo. Sicuramente la zona delle colonie diventa molto più appetibile. L’interesse manifestato dal Comune con la partecipazione al bando può mettere in moto i privati».

Un effetto domino con la prima tessera – quella di Palazzo civico – che si muove, determinando il movimento delle altre. Teresa Pardini non lo dice a chiare lettere, ma lo lascia intuire che ora la stessa Turimar un rinnovato interesse per le ex Torino e Oliveti potrebbe anche avercelo, ma i tempi stringono perché l’asta è a settembre: «Proceduralmente sarebbe possibile chiedere una sospensiva e cercare un accordo con la banca, ma il 10 settembre è vicinissimo». Non un no quindi all’investimento ma una valutazione di fattibilità. Certo i tempi – anche per l’ Ugo Pisa – potrebbero essere lunghi, ma segnali di svolta ci sono: il Comune stende un progetto, la Motta è stata acquistata da una società pugliese, Turimar guarda nuovamente alla ex Torino e alla ex Oliveti. Elementi per vedere una svolta all’orizzonte. Ora quella linea di orizzonte deve diventare più vicina. —

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