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Precipita e muore da 15 metri, il buongiorno di Daniele ai vicini e l’urlo della compagna

Daniele Rebecchi, 54 anni, lascia due figli. Viveva a Marina in un palazzo in via Garosi

Passa davanti al suo negozio anche ieri mattina Daniele Rebecchi, come fa ogni giorno. Lui alza la serranda, Daniele, invece, percorre qualche metro di strada per raggiungere l’auto e andare a lavorare. Un cenno di saluto, un “buongiorno” e l’inizio, per entrambi, di una nuova giornata. È così ogni mattina ed è così anche ieri. Passa un po’ di tempo da quel saluto tra chi lavora al piano terra del palazzo e Daniele, che in quel palazzo ci vive, con la sua compagna. Poco tempo e un grido risuona secco in via Garosi. Un urlo che ammutolisce, che racconta. Racconta una tragedia: la compagna di Daniele ha saputo. Saputo che lui non c’è più, morto in un mercoledì mattina di luglio, caduto da 15 metri mentre lavorava sul tetto di un capannone. Risuona anche nel negozio a piano terra quel grido di dolore, si sente in strada. Ma nessuno sa, nessuno immagina. Fino alla notizia ufficiale, poco prima delle dieci: Daniele non c’è più. Non alzerà la mano a salutare il mattino mentre raggiunge l’auto. Non più.



Via Garosi è silenziosa, nessuno se la sente di parlare. Il rispetto per chi soffre invita al silenzio, a sottrarsi da ogni occasione di visibilità. A non parlare per altri.

Daniele Rebecchi era un marinello doc: aveva abitato a Ricortola e ora viveva nel cuore di Marina, tra via Garosi e via Bagnone. Padre di due figli, un ragazzo ed una ragazza, era titolare di una piccola ditta, la Dr srl. Era sempre sul pezzo, un grandissimo lavoratore. Perché quando l’impresa è piccola imprenditore e lavoratore sono lo stesso concetto, la stessa persona.

Socievole, disponibile, solare, ieri mattina alle 8 meno dieci era già a lavoro sul tetto. Insieme a lui un suo dipendente. Stavano sostituendo pannelli e lucernari e installando la linea vita, quando proprio uno di quei lucernari è ceduto e lui precipitato.

Un volo di 15 metri. E quell’urlo disperato che ammutolisce via Garosi. —

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