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Bernardeschi, il ritorno del campione sul campetto di casa

La festa all’impianto sportivo con amici e familiari

Bernardeschi festeggia l’Europeo alla Perticata: «Che emozione essere qui»

CARRARA. Sulla torta servita a fine cena c’era scritto “Campioni d’Europa. Grazie Federico”. E la firma era quella dell’Atletico Perticata e dell’Atletico Carrara. Per quel dolce Giorgio Orsini aveva chiesto una decorazione speciale al pasticcere. La riproduzione di due foto: una di quasi 20 anni fa, un ragazzino biondo e vispo in mezzo al campo da calcio a braccia aperte. L’altra di pochi giorni fa: un uomo fatto con tanti chilometri di campo in più sulle gambe ma con lo stesso sguardo di quel bimbo. In mezzo c’è la vita di un campione, un talento naturale che alla Perticata ha cominciato a prendere a calci il pallone. E che di questo campo sportivo non si è mai dimenticato. Per il semplice fatto che non si è dimenticato chi è, da dove viene, a chi deve dire grazie.

Nell’impianto sportivo di Carrara lunedì sera si è fatto festa per Federico Bernardeschi. È stata la famiglia del campione europeo, novello sposo, a voler celebrare il trofeo con gli amici più stretti sul campo dove Bernareschi ha cominciato a giocare da bambino.


«Che emozione rientrare qui dentro» le parole del campione all’ingresso dell’impianto, accolto da Orsini, per una serata «voluta dalla famiglia – spiega – che ha coinvolto una quarantina di persone, perlopiù i familiari di Federico e gli amici di sempre tra i quali alcuni ragazzi che giovavano con lui qui alla Perticata».

«Federico non si è mai dimenticato della Perticata – continua – anche quando da ragazzo giocava nella Fiorentina il campetto ha sempre continuato a frequentarlo. E sono sempre rimasto in contatto con la sua famiglia, la mamma Paola, papà Alberto, la sorella Gaia». Che erano al fianco di Federico anche lunedì sera. «Sono persone meravigliose che sono rimaste le stesse di quando Federico era un bambino». E il campione europeo non si è mai tirato indietro quando si è trattato di stare vicino alla sua città e alla società sportiva dove è cresciuto, Compresa quella volta che andò in ospedale a trovare un giovane calciatore della Perticata dopo un brutto infortunio.

«Sono episodi che ho sempre raccontato anche ai miei figli – continua Orsini – che forse possono anche meravigliare. Ma davvero quando parlo di Federico è come se parlassi del mio vicino di casa: non si tratta di voler salire sul carro della persona diventata importante o famosa. Semplicemente è sempre rimasto il Federico che ho conosciuto da bambino. Lui non l’ha inventato qualcuno, non l’ha migliorato qualcuno: il suo è un talento naturale, è stato baciato da madre natura che lo ha dotato di una tecnica incredibile. E le uniche persone che possono dire di avere meriti nei suoi confronti sono i componenti della sua famiglia che lo hanno supportato in tutto e per tutto e cresciuto come una bella persona».

Le parole più belle di Orsini, non a caso, sono per mamma Paola: «La mamma ha costruito prima l’uomo che il campione, dopo lunedì è a lei che ho mandato un messaggio per ringraziarla».

Federico si è emozionato guardano le foto sulla torta. «Mi ha fatto venire i brividi» ha detto il campione che ha trascorso la serata tra amici con estrema semplicità. «Hanno mangiato una pizza, hanno chacchierata – continua Orsini – Federico niente pizza però, e neppure dolci e spuntante : ha mangiato pollo e insalata scondita e rigorosamente acqua naturale, non si è concesso nulla da vero professionista quale è». —

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