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Affoga davanti alle colonie: il bagno con la sorella, l'allarme e i soccorsi in un tratto di spiaggia senza bagnino

Massa, a perdere la vita una donna di 71 anni. I tentativi di rianimarla di due bagnini di uno stabilimento vicino

MASSA. Non si sono arresi Alessandro Muracchioli, bagnino e Pierpaolo Pedrazzi. Non un attimo. Non solo l’hanno stesa sulla riva, non solo le hanno praticato il massaggio cardiaco. L’hanno anche defibrillata. E per un attimo – raccontano i testimoni – ci hanno sperato davvero. Sperato che Renata Pezzioli ce la facesse: l’hanno vista aprire gli occhi, come se tornasse lentamente alla vita. Quando sono arrivati i medici del 118, la donna, 71 anni, di Gallarate, era ancora viva. I medici non si sono dati per vinti, ma lei non ce l’ha fatta: il suo cuore ha cessato di battere pochi minuti dopo, al pronto soccorso dell’ospedale delle Apuane.

Sono da poco passate le 14 quando Renata Pezzioli si concede un bagno. È nella spiaggetta libera, tutta ciottoli, proprio davanti alla colonia Torino, insieme a sua sorella. L’acqua non è alta e lei non si allontana troppo: forse si sente male, forse scivola sui sassi. Certo chiede aiuto, con voce disperata e flebile.


In quel tratto di spiaggia il bagnino non c’è, ma la sente Nunzia Gaudino, turista pratese: «Ho sentito chiedere aiuto, ripetutamente – spiega – e ho visto quella donna in acqua in difficoltà. Mentre lei si disperava, un primo bagnante è corso ad aiutarla, poi si sono precipitati dal Marchini, lo stabilimento a fianco». In quel tratto di spiaggia libera il bagnino non c’è, ma Alessandro Muracchioli che, per la cooperativa Mare sicuro, si occupa della sorveglianza al Marchini, si precipita e con lui c’è anche Pierpaolo Pedrizzi che nello stesso stabilimento si occupa della cura della spiaggia. Pedrizzi ha con sé anche il defibrillatore di cui il bagno è dotato. Fanno l’ impossibile, non si fermano, continuano a praticarle il massaggio cardiaco: «Sono stata io a chiamare a chiamare il 118 – racconta Nunzia – Ho visto quei due ragazzi in spiaggia, accorsi dal Marchini, fare davvero l’inverosimile, con una partecipazione incredibile. Davvero hanno fatto di tutto per salvare la vita a quella donna. Quando i medici l’hanno sistemata in ambulanza e sono partiti per l’ospedale, ho visto quei ragazzi sconvolti emotivamente». Alessandro piange. La tensione che si scioglie e la speranza, seppur flebile, che la donna ce la faccia. Quella speranza si spezza pochi minuti dopo al pronto soccorso dell’ospedale apuano.

«I ragazzi – racconta Angela Trespiti, moglie del titolare del bagno Marchini – sono partiti immediatamente per raggiungere la spiaggia libera, Pierpaolo ha portato con sé il defibrillatore, hanno davvero fatto il possibile per evitare la tragedia. Sono sconvolti dall’accaduti». Il mare ha vinto: la settantunenne di Gallarate non ce l’ha fatta, sotto choc la sorella che era in spiaggia con lei. Quel tratto di litorale, di fronte agli edifici che un tempo sono state colonie, in quattro giorni conta due persone morte annegate, la turista della Lombardia e un sacerdote polacco (leggi articolo nella pagina accanto): non è una domenica come le altre quella di ieri sul litorale di Ricortola e Partaccia. Non certo una domenica di allegria e spensieratezza. Il mare si è portato via un’altra vita. —

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