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Sempre meno residenti e sempre più poveri: gli effetti della pandemia a Massa Carrara

Una veduta aerea di Carrara, tra le città che hanno perso residenti nel corso dell’ultimo anno

La scure del Covid ha colpito un territorio già in sofferenza: i dati e l'analisi

Sempre di meno, sempre più fragili – rispetto alle condizioni di salute e a quelle occupazionali – e indubbiamente più poveri. E forse era inevitabile che fosse così, qui più che altrove. Qui, cioè in una provincia considerata il fanalino di coda della Toscana, sulla base dei dati macroeconomici e nonostante le straordinarie risorse di cui dispone, ben prima della pandemia. La scure del Covid ha colpito un territorio già in sofferenza. E se è vero che c’è già un dopo Covid con il segno più sui comparti principali dell’economia apuana, è altrettanto vero che la ripresa per molto lavoratori rimasti senza impiego, costretti alla cassa integrazione e ora a rischio licenziamento potrebbe non arrivare mai, con conseguenze a cascata tra le altre cose e ancora una volta, sui bilanci degli enti pubblici. È questa la premessa alla lettura nel dettaglio dei numeri con i quali l’Isr (Istituto studi e ricerche) della Camera di Commercio di Massa Carrara apre il Rapporto economia 2021 che racconta, settore per settore, l’andamento delle imprese nell’anno della pandemia sul territorio provinciale.

Covid e mortalità


Il primo e più evidente effetto del Covid, come ci diciamo ormai da mesi, è quello sul piano sanitario che vede la provincia di Massa Carrara tra i territori che hanno pagato il prezzo più alto in termini di vite umane: prima provincia per mortalità in Toscana, trentaseiesima a livello nazionale (stando ai umeri dell’Istat). I decessi nel 2020 sono stati 3.036, il 15,9% in più rispetto alla media dei quattro anni precedenti (tra il 2015 e il 2019). Una percentuale così elevata solo nella vicina provincia di La Spezia (+14,2%) e, guardano alla Toscana, Prato (12%) e Firenze (10,2%).

La popolazione

I residenti in provincia al 31 dicembre 2020 sono risultata pari a 189.841 abitanti, in calo di 1.844 abitanti (-1.015 femmine e -829 maschi) rispetto al 2019. Incide il saldo naturale: -2.081, il peggior risultato di sempre. Positivo, ma di appena 237 persone, il saldo migratorio. In calo i residenti a Massa, che ha perso 693 residenti, a Carrara, con meno 629 residenti, ma anche ad Aulla (-118 unità) e Montignoso (-100 unità). La popolazione straniera residente in provincia è risultata pari a 13.916 unità, in calo, per la prima volta dopo decenni, di 46 persone.

Il reddito in provincia

La cifra economica del Covid, prendendo in considerazione le famiglie residenti, è significativa e va di pari passo con le dinamiche del lavoro, dell’export e della produttività. Il reddito disponibile delle famiglie è stato complessivamente di 3.670 milioni di euro, il 3% in meno rispetto all’anno precedente e, in termini assoluti, pari a 113 milioni di euro. Ma il dato non ha un andamento omogeneo sulla popolazione: a essere colpite maggiormente sono state le famiglie con redditi già bassi o medio bassi. E la cartina tornasole di ciò sono i numeri (non contenuti nell’indagine della Camera di Commercio ma ben presenti ai Comuni) di chi ha fatto richiesta di buoni spesa, sgravi sui costi delle utenze, contributi per il pagamento degli affitti e così via. Un esercito di lavoratori in cassa integrazione o rimasti senza lavoro, sia tra i dipendenti che, in qualche caso, tra i piccoli imprenditori. Nuclei familiari che si sono trovati a fare i conti con entrate drasticamente ridotte e quindi hanno acquistato meno: la spesa per consumi finali delle famiglie in provincia nel 2020 è stata del meno 11,5% pari a 439 milioni di euro.

Il lavoro

Più difficile inquadrare l’effetto Covid sul mercato del lavoro dove lo stop ai licenziamenti e il ricorso agli ammortizzatori sociali hanno “contenuto” (per ora) le conseguenze della pandemia. Ma alcuni numeri ci sono. Le ore di cassa integrazione concesse alle aziende del territorio apuano sono più di 6,4 milioni che corrispondono a 1.760 unità lavorative. Inoltre la Camera di Commercio, sulla base delle stime legate all’attesa di lavoro sul territorio provinciale, evidenzia come le aziende abbiano “rinunciato” ad assumere qualcosa come 2.320 addetti, cancellando o rinviando la stipula di più del 21% dei contratti che avrebbero fatto in condizioni normali. —

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