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Centinaia di milioni di euro perduti: è lo tsunami economico post Covid

Mezzi di lavoro fermi in cava a causa del lockdown

Solo il distretto apuo versiliese del marmo ha lasciato “sul campo” 152 milioni di euro di fatturati

MASSA CARRARA. Nella provincia del record dei decessi, in Toscana, a causa del Covid, la scure degli effetti economici dell’emergenza sanitaria si abbatte con forza. E non si tratta più di una sensazione generalizzata. A certificare la gravità della crisi ora ci sono anche i numeri. Le imprese chiudono, l’export crolla del 32%, il settore lapideo lascia sul campo qualcosa come 152 milioni di euro di fatturati rispetto all’anno precedente. L’industria manifatturiera apuana chiude il 2020 con un calo della produzione del -11%: è il peggior andamento degli ultimi vent’anni, secondo solo al crollo del 2009.

Sono alcuni dei numeri del Rapporto Economia 2021, relativo all’andamento dei comparti produttivi, delle dinamiche del lavoro e del settore creditizio elaborato dalla Camera di Commercio di Massa Carrara e illustrato ieri sera a Palazzo Binelli alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni del territorio, chiamati a interrogarsi anche sul futuro dell’economia apuana. Per capire come sono andate le cose un primo “assaggio” dei numeri contenuti nel rapporto.


IMPRESE ISCRITTE E CESSATE

«A fine anno 2020 sono 22.535 le imprese registrate a Massa-Carrara – rileva lo stidio –, di cui 18.551 attive, in leggera diminuzione rispetto alle 18.610 dell'anno precedente. Rispetto al 2019 il tasso di sviluppo imprenditoriale è stato del -0,01%, in sostanza stabile (in Toscana -0,07%; in Italia +0,32%)». Numeri questi che mettono in evidenza come sia ancora presto per fra eun bilancio della capacità di “resistenza” del tessuto imprenditoriale apuano all’emergenza economica provocata dal Covid. «Possiamo affermare che le difficoltà derivanti dalla crisi pandemica – si legge ancora nello studio – non sono ancora ricadute sulla cancellazione delle imprese dal registro camerale, probabilmente l'attesa di aspettare tempi migliori per ripartire ha prevalso sulla chiusura immediata dell'attività». Diminuiscono le imprese femminili apuane: dalle 4.447 del 2019 alle 4.432 di fine 2020, il valore più basso degli ultimi vent'anni. E va male anche per le imprese giovanili: in un solo anno si perdono 113 attività.

ARTIGIANATO

«Le imprese artigiane registrate a fine 2020 sono state 5.109, quelle attive 5.071, per un saldo negativo di -67 unità (era stato di 177 nel 2019), 288 iscrizioni (in calo, erano state 358) e 355 cancellazioni (in calo, erano state 475)». Il dato apuano, pari a -1,29% è peggiore di quello della Toscana -0,55% (con un valore negativo di -568 aziende) e del dato nazionale - 0,19% (in valore assoluto -2.525 imprese artigiane a livello nazionale). Sempre a fine 2020 si registravano sul territorio 6.367 imprenditori artigiani attivi e 10.811 addetti del comparto artigiano locale: 248 unità in meno rispetto al 2019.

EXPORT

I dati Istat provvisori, riferiti all’annualità 2020, rilevano un valore delle esportazioni del territorio apuano pari a 1.426.782.582 euro, in contrazione rispetto allo stesso periodo del 2019 del -32%, in valore assoluto si assiste ad una contrazione delle vendite all’estero pari a 670 milioni di euro. Nello stesso arco di tempo, la regione Toscana è diminuita del -6,2%, in valore assoluto ha perso 2,7 miliardi di vendite all'estero, e l’Italia del -9,7%, in valore assoluto meno 46,7 miliardi. Dal lato delle importazioni il territorio apuano ha invece registrato un andamento vantaggioso, una crescita del +8%, in valore assoluto circa 38 milioni di euro, per un dato complessivo degli acquisti dall’estero che ha raggiunto il valore di 520 milioni di euro.

LAPIDEO

Il distretto del marmo ApuoVersiliese soffre: la contrazione delle vendite è nell’ordine di 152 milioni di euro. «Massa-Carrara perde 130 milioni di euro – si legge nello studio – Lucca 21 e La Spezia 3 milioni. Il marmo in blocchi e lastre ha perso circa 80 milioni di euro di cui 75 a Massa-Carrara. Il marmo e granito lavorato è calato in valore di 73 milioni di euro, di cui 56 a Massa-Carrara. —

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