Porto, una nuova nave per il Nord Africa. Obiettivi: più traffici e più occupazione

Foto di gruppo davanti alla nuova nave

Una porta container da 58 milioni di dollari che può trasportare 22mila tonnellate. Ruolo strategico per la rotta in Algeria

CARRARA. Costa 58milioni di dollari, è lunga 170 metri per 24 di altezza e può trasportare circa 22mila tonnellate, vale a dire circa 1500 container. È una delle cinque navi usate dalla società del gruppo Dario Perioli che dal 2018 gestisce e detiene la quasi totalità del trasporto dalla banchina Taliercio del porto di Marina di Carrara verso il Nord Africa.

Una partita che Autorità portuale e Perioli vogliono allargare e vincere. Djanet è partita per Algeri nella tarda serata di mercoledì sotto la guida del comandante Farid Debbuz con un carico di 1100 teus e farà ritorno tra quindici giorni. Djanet è l’ultima arrivata e andrà ad affiancare le altre quattro sorelle: Taman Rasset, Cirta, Titteri e Gouraya, tutte operative nel traffico merceologico con Algeria Tunisia e talvolta la Sardegna. I nomi sono ispirati a città e paesi. Djanet è stata affidata al servizio Sifax che tocca Spagna, Italia, Francia ed Algeria.


Di questo e altro si è parlato nel corso della conferenza stampa di presentazione con il presidente dell’autorità portuale (Adsp) del mar Ligure orientale, Mario Sommariva e Michele Giromini, il presidente di Mdc terminal. Erano presenti come ospiti anche il sindaco Francesco De Pasquale e i rappresentanti di Capitaneria di porto e Guardia di finanza. Giromini ha ripercorso le tappe della Dario Perioli e di come la Mdc sia riuscita a diventare leader nel commercio con Algeria e Tunisia: «Celebriamo il primo viaggio di Djanet la quinta nave usata dal gruppo – ha detto – dal 2018 data in cui abbiamo vinto il bando per la banchina al porto di Marina di Carrara, un obiettivo strategico sul Mediterraneo, siamo riusciti a creare una società assieme allo stato dell’Algeria che si è imposta per la forte credibilità. La nave è nuova e più sostenibile dal punto di vista ecologico ci consentirà di fidelizzare i clienti e rassicurarli sulle tempistiche. Mdc ha creato con alcuni paesi, come Algeria, Tunisia e Sardegna delle linee stabili che partono ogni settimana. Delle nostre cinque navi due sono portacontainer e due di general cargo. Siamo in grado di garantire il trasporto di qualsiasi tipo di merce. Il porto di Marina di Carrara è un elemento importante sul fronte dell’efficienza e del sistema logistico integrato. Il terminal è necessario per gestire la tempistica alla perfezione e noi grazie all’Autorità portuale siamo il più performanti possibili. Stiamo crescendo e il terminal è un obiettivo di ricchezza per tutto il territorio. Ci mancava la parte terminalistica e il porto di Marina di Carrara ha tutte le qualità per imporsi come modello di business. L’efficienza e la velocità dei terminal sono fondamentali nell’affitto di una nave del genere, basta pensare che a novembre 2020 una nave come Djanet costava dai 24 ai 25 mila dollari al giorno, e un ritardo di dodici ore nella consegna delle merci potrebbe costare 12mila dollari».

Di sviluppo integrato del porto ha parlato il presidente Mario Sommariva: «C’è un forte spirito di legame e ricerca con il territorio – ha dichiarato – c’è stato uno sviluppo del porto in maniera integrata. Una nuova nave significa nuovi traffici, nuovo lavoro, nuovi scambi. I porti hanno la funzione di rigenerazione. Siamo cresciuti per varietà di merci, che vanno e vengono. Serve la creazione di strategie e relazioni di lungo periodo in un’area strategica come quella del Nord Africa. Siamo in una fase nuova di vitalità per il porto di Marina, anche per la positività e la condivisione con le massime istituzioni del territorio dell’idea di sviluppo dello scalo, in un’ottica costruttiva e sostenibile».—

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