Il sindaco: il mio sogno per Carrara? Le cave nelle mani della comunità

Veduta delle cave e il sindaco Francesco De Pasquale

De Pasquale lancia una frecciatina oltre Foce. «Nella zona industriale Massa ci ha messo di tutto, tranne che le aziende»

CARRARA. A domanda secca, il sindaco Francesco De Pasquale replica prontamente: «Se potessi scrivere una pagina del futuro di Carrara? Vorrei che le cave appartenessero tutte alla comunità e come ai tempi di Michelangelo che il marmo venisse utilizzato solo per l’arte e l’artigianato riducendo al minimo la parte destinata ad altri usi meno nobili come le creme di bellezza». È un desiderio chiaro quello del primo cittadino che si inserisce nel contesto della presentazione nella cornice del giardino di palazzo Binelli a Carrara del libro di “La storia di Carrara. Dalla preistoria ai giorni nostri” (Typimedia Editore) per la terza edizione di “Salotti d’Autore e Salotti di Dante”. Una serata partecipata – l'evento era sold-out da giorni – con tanti i temi sul piatto, con Carrara inevitabilmente grande protagonista tra passato, raccontato nelle pagine del libro (disponibile in libreria e in edicola; online sul sito www.typimediaeditore.it), presente e poi il futuro con le partite da giocare: il lapideo – tra le prove di pace tra piazza Due Giugno e la Confindustria apuana dopo la pioggia di ricorsi di questi mesi –, le bonifiche nella zona industriale, la “marginalità” del territorio più volte messa nel mirino dalle sigle sindacali e la questione occupazionale. «Le cave ai carraresi».

E così, tra le domande rivolte al sindaco quella sul futuro: il sogno da trovare sfogliando le pagine dei prossimi anni. «Vorrei che le cave appartenessero tutte alla comunità e come ai tempi di Michelangelo che il marmo venisse utilizzato solo per l’arte e l’artigianato riducendo al minimo lo scarto. Poi ci daremo pazienza se quest'ultimo viene usato per le creme di bellezza», replica De Pasquale. Tradotto: archiviare la questione dei cosiddetti “beni estimati” facendo rientrare nel patrimonio comunale tutte le cave. Annoso tema (l’atto è del 1 febbraio 1751), quest'ultimo, ancora aperto e che sarà al centro dell'udienza fissata dalla Corte d'Appello di Genova per l'autunno prossimo. Poi, prima del nodo bonifiche – altro capitolo corposo del territorio apuano («ma io direi di tutta la costa toscana», precisa sempre il sindaco) – l'hub vaccinale di CarraraFiere: «Un grande risultato: il centro è secondo solo a quello fiorentino, prima invece di un altro “colosso” come Livorno. Arrivano persone tantissime da fuori», rivendica.


Poi la stoccata oltre foce: «Gli anni passati dimostrano quanto non sia semplice da risolvere l'argomento delle bonifiche tra Massa e Carrara dell'area Sin-Sir. Il ritardo nelle operazioni di bonifica impedisce di restituire alla comunità aree preziose, anche per la delocalizzazione delle imprese del lapideo. Fermo restando che per noi si tratta di spazi a vocazione industriale. Su questo c’è una netta differenza con il Comune di Massa che le usa per altre attività, anche per il luna park».—

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