Schianto in scooter contro un'auto: muore a 36 anni

L'incidente a Villafranca. La vittima lavorava nell'edilizia e viveva non lontana dal punto dell'incidente

VILLAFRANCA. Cuoce il sole di mezzogiorno sull’asfalto di via Aldo Moro, quando sorpassa con il suo scooter un’auto. Non si accorge, forse, che davanti ce n’è un’altra. E il conducente di quell’auto, forse, non si accorge di lui. Lui tira dritto, l’auto si sposta. E si schiantano, una contro l’altra. Mirko Salis, 36 anni, vola, casco in testa, per tre, quattro, metri, poi cade a terra. E lì rimane. Non si muove, non parla. Tutti capiscono che è grave ma non sanno ancora quanto. Morirà tre ore dopo all’ospedale Cisanello di Pisa.

L’incidente è avvenuto ieri mattina, poco dopo le 12,30, a Villafranca in Lunigiana. La dinamica non è ancora del tutto chiara. I carabinieri, coordinati dal maggiore Roberto Ghiorzi, comandante della compagnia di Pontremoli, stanno facendo ancora gli accertamenti del caso. Dopo i rilievi sul posto, devono infatti ascoltare gli eventuali testimoni.

Mirko Salis


Davanti al luogo dell’incidente, ci sono diverse attività: una pizzeria al taglio, un negozio di arredamenti. E le case, diverse palazzine nel verde della Lunigiana. Non sono poche le persone che si sono affacciate sulla strada dopo aver sentito lo schianto. Adesso si tratta di capire chi di loro ha visto cosa.

Stando a una prima ricostruzione, il 36enne avrebbe fatto un sorpasso azzardato e, probabilmente, non si sarebbe accorto della seconda auto. I militari stanno cercando di capire se anche il conducente abbia una parte di responsabilità. Anche l’automobilista è rimasto ferito nello schianto, ma non è grave: è stato portato all’ospedale di Pontremoli in codice giallo.

Il 36enne invece è stato trasporto direttamente all’ospedale universitario con l’elisoccorso. È stato sottoposto a un intervento d’urgenza, ma tre ore dopo è stato comunicato il decesso ai genitori.

Una famiglia numerosa, la sua, arrivata dalla Sardegna. Tanti fratelli, cugini. Mirko viveva a Filattiera, non molto lontano dal luogo dell’incidente, e lavorava nell’edilizia, come il padre. Era uno di quei giovani a cui piaceva vivere al massimo e tutti lo ricordano per questo.

Appena saputa la notizia della sua morte, la sindaca del piccolo comune lunigianese, Annalisa Folloni, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia. In quel paese di poco più di 2.200 abitanti, tutti conoscono tutti. E anche Mirko era conosciuto.

«Sono notizie che colpiscono al cuore – dice a Il Tirreno la prima cittadina di Filattiera –: Mirko è cresciuto nella nostra comunità e la loro famiglia, numerosa, è molto rispettata e amato. Lo conoscevo personalmente, aveva più o meno l’età di mia figlia. È un duro colpo. Quando se ne va un giovane, la tragedia non può che colpire tutta la comunità. Non posso che stringermi attorno alla famiglia». —

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