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Femminicidio di Castelnuovo Magra, sul muro una scritta con il sangue: "Lo amo"

I rilievi nell’abitazione dove è stata uccisa Alessandra Piga

Si terrà oggi l’interrogatorio del 29enne indagato per l’omicidio dell’ex moglie. Intanto emergono nuovi dettagli delle indagini

CARRARA. Si terrà oggi l’interrogatorio di Yassin Erroum, il 29enne accusato di aver ucciso a coltellate l’ex moglie, Alessandra Piga, 25 anni da compiere a novembre, nella casa a Castelnuovo Magra in cui, fino a un mese fa, vivevano insieme.

Sposati dal 2019, si erano trasferiti lì da qualche mese. Prima vivevano a Carrara, comune che non avevano mai smesso di frequentare. Soprattutto lui che, secondo gli inquirenti, dopo la condanna per spaccio, continuava a portare avanti la sua attività nel comune. E la droga c’entra anche nell’omicidio commesso sabato scorso.


I carabinieri di Sarzana, dopo aver sfondato la porta e bloccato l’uomo, hanno trovato sul tavolo della cucina un piatto con cocaina già tagliata e divisa in strisce pronta all’uso. E che il 29enne l’avesse già usata nel pomeriggio è emerso anche dagli esami tossicologici effettuati all’ospedale Apuane dove è rimasto ricoverato fino a ieri per alcune ferite che, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe procurato da solo con il coltello.

Oggi Erroum verrà ascoltato dal pubblico ministero che coordina le indagini, Alessandra Conforti, ma intanto emergono nuovi dettagli su quanto accaduto sabato pomeriggio dentro quella villetta a schiera. Anzitutto dentro c’erano cinque persone: lui, Alessandra, la nuova compagna (e non l’amica della donna uccisa come sembrava in un primo momento) e due bambini: il figlio della coppia e quello dell’altra donna. Nessuno dei due piccoli avrebbe assistito direttamente all’omicidio, perché la donna, una ventenne carrarese, li avrebbe portati in bagno appena iniziato il litigio fra i due.

Ma emerge anche che sulle pareti interne della casa, non c’erano solo schizzi di sangue, ma anche una scritta, nella stessa stanza in cui si trovava il cadavere, anche questa fatta con il sangue di chi (se della donna o dell’uomo) è ancora da stabilire: «Lo amo». Secondo gli inquirenti, l’autore della scritta è il 29enne, ma sono ancora in corso gli accertamenti.

Non è ancora chiaro nemmeno quante coltellate siano state inferte alla donna: sarà l’autopsia a stabilirlo ma, secondo gli inquirenti, sono state almeno dieci. L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato, lesioni aggravate e intralcio alla giustizia. —

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