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Uccisa a 25 anni dal marito, il figlio salvato dall'amica

La villetta ieri pomeriggio chiusa e circondata dal nastro segnaletico, Yassine Erroum e Alessandra Piga

Una giovane carrarese è la testimone chiave del femminicidio di Castelnuovo Magra: le preghiere mentre nella stanza accanto si consumava il delitto

CASTELNUOVO MAGRA. Chiusa dentro il bagno al secondo piano della villetta a schiera prega. Prega di uscirne viva, perché nella stanza accanto il corpo dell’amica è già cadavere. E ne uscirà, grazie alla prontezza di carabinieri e dei vigili del fuoco intervenuti sul posto, diventando il testimone chiave del femminicidio commesso sabato pomeriggio nella casa in via Baccanella, a Castelnuovo Magra (La Spezia). A morire è Alessandra Piga, 25 anni, originaria di Maracalagonis (Cagliari). È stata uccisa dal marito, Yassine Erroum, originario del Marocco, che l’ha presa a coltellata davanti al figlio di nemmeno due anni, e un’amica, una ventenne carrarese che è riuscita a prendere il piccolo e a nascondersi in bagno in attesa dei soccorsi.

Al 112 arriva la telefonata poco dopo le tre del pomeriggio. Quando i militari arrivano sul posto, trovano l’uomo barricato in casa. Sanno che dentro ci sono quattro persone e che la moglie potrebbe essere ferita, se non già morta.


Intanto cercano di mettere in salvo il bimbo: i vigili del fuoco lo fanno uscire dalla finestrella del bagno. Poi sfondano la porta. La casa è sottosopra. Sulle pareti ci sono schizzi di sangue. L’uomo in mezzo alla stanza ha ancora il coltello in mano e lo punta contro i militari. La moglie è in terra, all’ingresso, in una pozza di sangue. È morta. Impossibile contare le ferite. Sarà l’autopsia a stabilire quante coltellate sono state inferte: probabile che a ucciderla sia stata quella al collo.

I carabinieri cercano di bloccare l’uomo, utilizzando anche lo spray al peperoncino, ma lui reagisce ferendo con la lama tre militari. Alla fine gli uomini dell’Arma riescono a fermarlo e ad arrestarlo. Lo portano all’ospedale di Sarzana per curare alcune ferite, prima di essere portato in carcere.

Cosa sia successo dentro quelle mura prima dell’omicidio è ancora al vaglio degli inquirenti. Sarà fondamentale, per ricostruire i fatti, la testimonianza della giovane carrarese che ha portato in bagno il piccolo.

Al momento si sa solo che Alessandra da circa un mese viveva a casa di un’amica a Carrara, e che sabato era andata lì con lei, il figlio e con un’altra amica che stava aspettando fuori.

Secondo quanto riportato dai vicini ai militari, la coppia litigava spesso, ma non erano mai state presentate denunce per maltrattamenti. L’uomo, difeso dall’avvocato Riccardo Balatri, ha precedenti per spaccio.

Nessuno dei due lavorava. Si erano trasferiti a Castelnuovo Magra da qualche mese. Prima vivevano a Carrara. A Maracalagonis, comune di origine della 25enne, la sindaca ha annunciato il lutto cittadino in occasione dei funerali che probabilmente verranno celebrati a metà settimana. Prima, sul corpo della giovane dovrà essere eseguita l’autopsia. Il figlio attualmente è stato affidato ai servizi sociali. —

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