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La perizia choc: don Euro non era in sé quando chiedeva soldi e favori al vescovo

Luca Morini quando ancora era un parroco a Massa Carrara

Il consulente della difesa parla di uno stato mentale alterato dell’allora parroco, anche quando parlava di dossier scottanti

MASSA CARRARA. Non era in sé. Luca Morini, allora don Luca Morini, non era “como sui” per dirla in termini tecnici, quando chiamava il vescovo (all’epoca Giovanni Santucci) per chiedere soldi. Per lamentarsi di non essersi fatto la tinta ai capelli. E, soprattutto, l’allora parroco non era in sé e quindi capace di intendere e di volere quando chiamava il vescovo Santucci per minacciare di rivelare dossier scottanti su altri sacerdoti della curia apuana.

Le conversazioni, intercettate per lungo tempo nell’ambito delle indagini, sono quelle finite nei faldoni della Procura nel processo a carico di Luca Morini.


La perizia, di parte, è invece quella che anticipiamo e che, di fatto, parla di un Morini “non in sé” nei momenti cruciali della vicenda che lo vede protagonista. Insomma una perizia che potrebbe determinare una vera e propria svolta nell’ambito della vicenda giudiziaria che vede sotto accusa Luca Morini.

IL PROCESSO

Un sacerdote sotto accusa. Un giro di festini e escort gay. Uno scandalo che ha scritto una delle pagine più pesanti della storia delle comunità parrocchiali di Massa Carrara e Lunigiana. Siamo alle ultime battute del processo a don Luca Morini (conosciuto ormai come don Euro, e il riferimento chiaro è ai soldi, tanti soldi, che l’allora parroco maneggiava) e mercoledì prossimo, in tribunale a Massa parlerà per la prima volta una amica di famiglia del sacerdote. Un teste della difesa che fornirà una versione dei fatti completamente inedita rispetto al tenore di vita extra lusso del Morini. Si parlerà di regali, importanti e griffati, che parenti del Morini padre, non avrebbero mai lesinato con la famiglia del parroco. Insomma orologi, brillanti, accessori alla moda, arrivavano all’allora don da oltralpe, come regali a lui e al padre.

E c’è anche un’altra tessera importante nel puzzle della difesa Morini: la perizia del consulente di parte, lo psichiatra Riccardo Dalle Lucche. Una perizia tesa a dimostrare che l’allora sacerdote non era nelle sue piene facoltà mentali quando chiamava il vescovo per minacciare di rivelare dossier scottanti sulla curia. E quando chiedeva soldi. Tanti soldi.

LA VICENDA

Nei confronti di Luca Morini, lo ricordiamo, rimangono le accuse per le ipotesi di reato di estorsione, auto riciclaggio, detenzione e cessione di stupefacente e sostituzione di persona.

Sono caduti invece tutti gli altri capi d’imputazione: non ci sono state querele di parte, nessuno insomma a parte il grande accusatore, l’escort Francesco Mangiacapra, ha denunciato Morini. E dunque non si procederà per truffa ai danni dei fedeli, accusa che riguardava l’impiego dei denari offerti dalle persone alla chiesa. Inoltre il processo è stato unificato con quello di Emiliano Colombi, amico intimo e di don Euro, accusato di riciclaggio. Quest’ultimo è difeso dagli avvocati Giuseppe Del Papa e Maria Cristina Babboni. Infine si sono costituiti come parte civile quattro escort che ebbero a che fare con Morini, difesi dagli avvocati Luca Benedetti e Michela Biasini.

LA PERIZIA

Potrebbe essere l’asso nella manica della difesa di Luca Morini, e non è un caso che venga illustrata proprio nell’ambito delle ultime udienze in calendario dal perito di parte. L’obiettivo è dimostrare uno stato mentale non integro del Morini. Una perizia che, se accolta dal tribunale, potrebbe determinare una svolta nel processo. Con il riconoscimento, di fatto, della infermità mentale dell’allora parroco. Non solo, la amica di famiglia di Morini, con la sua testimonianza, proverà a smontare la storia dei regali costosi comprati con i soldi della parrocchia. Parlando degli amici francesi che facevano i loro regali già al padre del Morini.

Insomma una “partita” dal punto di vista legale che si giocherà a partire dall’udienza in programma per questo mercoledì in cui comincerà ad evidenziarsi la linea difensiva dell’ex sacerdote che, nel frattempo continua a vivere a Marina di Massa in una casa della Curia. —

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